Cultura, società - Generalità, varie -  Pantè Maria Rosa - 05/04/2017

Nella selva morale e spirituale di Monteverdi - Maria Rosa Pantè

Nel 2017 ricorrono i 450 anni dalla morte di Claudio Monteverdi, il più grande musicista mai vissuto, secondo me. Questo è un mio piccolo omaggio alla sua musica, che ha ispirato in me molti pensieri e molti versi. La sua musica è uno dei pochi motivi per cui posso salvare l"homo sapiens e Dio, ma solo aldilà delle religioni.

Nella selva morale e spirituale di Monteverdi

Dio, tu che sei nei cieli, ma soprattutto

nei semi e nelle vibrisse dei gatti.

Dio onnipotente, forse immanente,

abiti gli occhi nuovi dei bambini.

Dio che sei onnisciente

che ne sai del dolore e dell"amore?

Dio, malinconico, onnipaziente,

salvaci da tutte le religioni,

dalle regole crudeli, dai sabati,

dalle domeniche e dai venerdì.

Salvaci dai digiuni

e dalla livida morale, salvaci dalle donne

velate e dagli uomini col zucchetto

o anche la kippah. Salvaci

dai lavacri e dalle mutilazioni.

Salvaci dalle parole di Dio.

Dio, tu che sei nei cieli

e soprattutto nei semi, fiorisci

libero come in un prato così

libero l"hai creato e così bello.

Se ancora non l"hai fatto,

scendi dal cielo e vivi nell"olfatto

del cane, nelle fusa

del gatto e negli occhi di ogni bambino.

Dio, salvaci, salvaci da noi stessi. E

dalle parole di Dio. Perché Dio

non ha parole, ma alito di vento.

E, forse, coro d"angeli.