Danni - Danno biologico -  Andrea Castiglioni - 19/02/2018

Nichel e fazzolettini. Danno da prodotto per errata informazione - Cass. 3692/2018

Una persona acquista dei fazzoletti di carta rinfrescanti e li usa sul proprio corpo, si può dire in modo ordinario; li usa sul naso e sulla bocca, e ci asciuga il sudore della fronte, delle braccia e del collo.

Successivamente insorge una dolorosa dermatite. Sospetta dei fazzoletti in questione e trova conferma quando viene accertato che contengono nichel, sostanza a cui questa persona è allergica.

Cita in giudizio il produttore dei fazzoletti e ottiene condanna al risarcimento del danno subito sia dal giudice di primo grado che di secondo grado.

Il produttore impugna la sentenza avanti alla Corte di Cassazione  che respinge il ricorso  lamentando due questioni: il fatto che l’istruttoria non abbia accertato il nesso di causalità tra la presenza di nichel e la dermatite insorta; il fatto che i giudici abbiano concluso che i fazzoletti erano difettosi per il solo fatto che l’utilizzatore abbia patito un danno; in altre parole viene contestata la  correlazione dermatite/danno ergo prodotto difettoso.

Il produttore soccombe in quanto oggetto della causa non era l’incidenza causale del nichel sulla pelle del danneggiato; quindi non si fa questione di aspetti medici sulla fonte della dermatite, né della difettosità intrinseca del prodotto per il fatto di contenere nichel.

In realtà è stato accertato che il nichel, a prescindere dal beneficio che può apportare ad un prodotto, è un elemento noto come "sensibilizzante a contatto" e "causa di allergie", quindi idoneo a provocare danno all’uomo. Questo giudizio di stampo scientifico, ma ricavato secondo l’id quod plerumque accidit, porta a ritenere anomala la sua presenza in un prodotto destinato per sua natura ad entrare a contatto con la pelle (un fazzolettino di carta).

Ne consegue tale sua anomalia soddisfa i requisiti affinché ne debba essere segnalata la presenza ai sensi dell’art. 117, lett. a), Cod. cons., così che l’utilizzatore – tra cui il danneggiato – sarebbe stato reso edotto della presenza di un elemento nocivo.

Dato che tale avvertenza è stato accertato essere assolutamente inesistente, cioè non c’era sulla confezione alcuna indicazione sulla presenza di nichel, ne deriva la responsabilità del produttore ai sensi dell’art. 114 e 117 lett. a, Cod. cons..

La corretta indicazione, chiara e leggibile, della presenza di un elemento anche insolito – come il nichel in un fazzoletto di carta – ai sensi dell’art. 117, lett. a, Cod. cons. sembra avere l’effetto di deviare la responsabilità dal produttore/importatore all’utente, valorizzando il principio di autoresponsabilità in capo ai consociati. In più esonerando dal dover indagare se tale elemento insolito abbia o meno un’incidenza causale su un danno biologico eventualmente insorto.