Cultura, società - Opinioni, ricerche -  Redazione P&D - 01/11/2018

Non ho tempo per leggere - Terry Passanisi

Qualche settimana fa, se ben ricordo, devo aver letto un’intervista fatta a tale Warren Buffet, imprenditore ed economista statunitense, soprannominato l’oracolo di Omaha. Scusate l’ignoranza che in me la fa da padrona quando si tratta di parlare di certe eresie come l’alta finanza (e pure di tante altre, ahimè…), ma mi sono molto incuriosito quando ho saputo che questo signore è considerato il più grande value investor di tutti i tempi. Ecco; ancora adesso non ho ben capito che cosa faccia di preciso quel signore di mestiere (e con i soldi di chi), ma presumo che, se il cielo vuole, essere considerato in un qualsiasi impiego il più grande di tutti implichi per forza una formazione di primissimo livello e, se non altro, un cosiddetto segreto del proprio successo.

Quando l’intervistatore, a un certo punto, si è permesso di chiedere a Warren Buffet quale sia quel suo segreto, la cosa ha assunto toni interessanti, perché il magnate, dopo aver indicato una pila di libri alla propria destra, ha risposto: “Li vede questi? Legga come me 500 pagine del genere ogni giorno. È così che funziona la conoscenza. Ne acquisisca una di un genere il più completo e vario possibile. È tutto ciò che deve fare… ma, mi creda, posso assicurarle che davvero pochi ci riescono.”

Ora, cerchiamo di essere quantomeno onesti. Senza finire invischiati in discussioni troppo ampie e complesse su quel che sia la conoscenza e sulla capacità, poi, di utilizzarla in modo adeguato e fruttifero, proviamo a riflettere adeguatamente la validità del consiglio del preparatissimo – e chi potrebbe mai contraddirlo? – economista di primo rango.

Per poter leggere almeno 500 pagine da vari libri ogni giorno – questa potrebbe essere la prima impressione per un lettore medio italiano (quindi, praticamente, un non lettore) – bisognerebbe avere a disposizione tutta la giornata; oppure non dormire di notte, non riassettare l’appartamento, non badare ai figli una volta tornati a casa dal posto di lavoro. No, praticamente non si può fare. Una sbirciata allo smartphone, un click al telecomando della TV e via a sedersi in poltrona. Appunto! Procediamo quindi con ordine. Per quanto mi riguarda, ho la fortuna di svolgere un lavoro da editorialista e traduttore, cosa che mi permette di (anzi, direi meglio, mi obbliga a) leggere integralmente, studiare, sviscerare decine e decine di libri di narrativa e saggistica per tutto l’anno. Facile così, direte, unire l’utile al dilettevole quando ce lo si può permettere.

Ammettiamo, quindi, che il tempo per provare a sperimentare il consiglio del signor Buffet io ce l’abbia e che – come accade davvero – possa permettermi di sfogliare, mese dopo mese, centinaia di pagine tra romanzi e altri generi di testo, oltre che un’infinità di articoli giornalistici letti e, qualche volta, tradotti. Intanto: ecco quello che posso dirvi secondo la mia esperienza sulla lettura, e perché bisognerebbe tentare di ritagliarsi senza se e senza ma il tempo per farlo, sempre e comunque.

Leggere così tanti libri mi ha donato il coraggio di affrontare grandi e incerti cambiamenti della vita; mi ha incoraggiato a viaggiare più spesso. Mi ha riacceso la speranza in situazioni, non solo pratiche, laddove mi sembrava persa per sempre. Mi ha convinto ad abbandonare un lavoro sicuro che mi rendeva infelice e insoddisfatto, per tornare alla mia prima e unica passione, cioè quella di scrivere. Non solo. Nei libri ho scovato modelli di riferimento ed eroi assoluti e universali ai quali ispirarsi, completamente diversi dai punti di riferimento che avevo acquisito in passato. Leggere così tanto mi ha fatto comprendere sfumature e significati del mondo, nonché della società, che prima non avevo colto e non sapevo capire in alcun modo. Leggere tutta quella letteratura mi ha reso felice. Infine, ma non per ultima, ha annientato in me la paura della morte.

Certo, non potrei che tagliare corto e affermare che leggere almeno un centinaio di libri l’anno è la cosa in assoluto più incredibile che si possa fare nella vita, ma so che non basterebbe a convincere i più della possibilità di farlo senza sacrificare le proprie abitudini (almeno quelle sane, figuriamoci quelle viziose). Armato di santa pazienza perciò, provo a considerare tutta quella quantità di pagine nel modo più schematico, attraverso un paio di calcoli matematici spiccioli.

Quanto tempo richiederebbe leggere, per esempio, 200 libri in un anno solare? Teniamo conto fondamentalmente di due statistiche:

Un italiano adulto (sempre quel disgraziato di cui sopra) può leggere in media tra le 200 e le 400 parole al minuto. Bene! Facciamo che sia anche abbastanza sveglio e che abbia almeno le capacità minime di comprensione che dà un diploma di scuola media inferiore, così da leggerne proprio 400 al minuto;

Un testo di saggistica pubblicato in Italia negli ultimi anni possiede più o meno 50000 parole.

Eseguiamo un calcolo rapidissimo:

200 libri moltiplicato per 50000 parole/libro equivale a 10 milioni di parole;

10 milioni di parole diviso 400 parole lette al minuto equivale a 25000 minuti;

25000 minuti diviso 60 equivale a 417 ore in tutto che verrebbero spese in un anno per leggere 200 libri.

Sì, lo so. Alcuni lettori di questo articolo, vedendo la cifra di ore necessarie, potrebbero abbandonare subito i buoni propositi e obiettare che in una settimana un individuo è costretto a lavorare per sole 40 ore. Come può essere possibile leggere per più di 400! Intanto, quei lettori, la smettano di far parlare il diavoletto mentecatto spaparanzato sulla loro spalla sinistra e capiscano bene, col medesimo giochetto matematico, cosa significano queste benedette 417 ore.

Riferendomi alle statistiche riportate in calce all’intervista al signor Buffet, ecco quanto tempo spende sui social e stando davanti alla TV, in un anno, in media, un americano:

608 ore sui social media;

1642 ore davanti alla TV.

… per un totale di 2250 ore letteralmente mandate a farsi benedire – a parte quei rari casi di informazione virtuosa prodotti dalla televisione o scovata tra le infide pieghe di Internet – in cui, quell’americano, avrebbe potuto leggere, secondo il calcolo precedente, ben 1000 libri.

Con un minimo di coscienza necessaria ad affrontare qualsiasi ostacolo nella vita, questa è la nuda e la cruda realtà che sta dietro la possibilità di leggere l’infinito e meraviglioso catalogo letterario esistente al mondo. Sì, abbiamo tutto il tempo necessario e che desideriamo per leggerlo, sfogliarlo, apprenderlo. Ed è proprio qui che scoppia il bubbone, come si suol dire in modo estremamente pulp: il lato oscuro della questione è che, in generale, siamo troppo distratti da altro, troppo svogliati e impigriti da fonti d’informazione più comode che ci inducono a una passività totale (e letale per il cervello e le abitudini). Tutto ciò che concerne leggere di più, leggere tanto, fa i conti con lo smettere di sprecare tempo incollati davanti al monitor di un computer o di una televisione, al solo e inutile scopo di sapere che fine abbia fatto, oppure quale liaison abbia, l’ultima meteorica starlette senza arte né parte.

Fidatevi. Leggere cambierà per sempre voi e le vostre vite, e solo in positivo, con buona pace di ogni forma di biblioclastia. Naturalmente, come conclude il super lettore/magnate Mr. Buffet nella sua intervista, con piglio tipicamente americano: “The theory is simple. It’s the execution that’s hard.”

PS. se proprio qualcuno non dovesse ancora convincersene, lascio quest’ulteriore modesta provocazione. Per otto ore al giorno dobbiamo lavorare, per altre otto è giusto godere di un meritato riposo. Un giorno intero, però, ne possiede 24.