Varie - Varie -  Redazione P&D - 11/06/2017

O mie rose ! di Renée Vivien - Maria Beatrice Maranò

L'almanacco di oggi ci ricorda Renée Vivien, pseudonimo di Pauline Tarn nata l'11 giugno 1877 a Londra nel Regno Unito.

Una vita all"insegna della trasgressione, durante la quale la giovane poetessa, di origini anglo-americane, non ha fatto mai mistero della sua omosessualità, manifestandola perfino con una certa grazia e un signorile ignorare i benpensanti. Tentò anche il suicidio, ingerendo una dose eccessiva di laudano e in quell'occasione sembra che si distese sul divano con un mazzolino di violette, fiore che amava moltissimo (fiore simbolico in cui sensualità e purezza, bellezza e lutto, si sposano), sul cuore. Sopravvisse, ma morì circa un anno più tardi, a causa di una pleurite, contratta in una situazione di grave debilitazione, conseguenza di digiuni e di
cattive abitudini.
La poesia di Renée Vivien è sensuale, talvolta in modo ossessivo e disperato. Ma, nella sua sensualità, il corpo si presenta sempre e comunque in un aspetto duplice di oggetto del desiderio e di limite. Bramato e odiato in quanto esasperante nella sua rotondità (femminile) percepita senza finestre, senza vie di uscita. E, per questo, a volte maltrattato, magari oniricamente. Picchiato, azzannato, segnato di lividi come marchi di infamia. Insomma la poesia della Vivien parla di un"anima che vive con affanno il desiderio, tra attrazione e rabbioso rifiuto, tra Eros e Thanatos. Un"anima affamata fin nella radice: di cosa? Qualcosa che forse si nasconde, come una perla essenziale, nella carne, ma che il corpo, grave e rotondo, copre. Qualcosa come il cuore di Dante, che si fa mangiare, sazia, e non appesantisce. Qualcosa che fa rimanere leggeri, anzi rende leggeri. Un cuore che può essere solo offerto e non si prende, non si ruba, non si possiede. 

Rose sul mare,rose nella sera,
tu che vieni da lontano,le mani cariche di rose!
Aspiro la tua bellezza. Il tramonto fa piovere le fini ceneri d'oro e le polveri rosa.
Rose sul mare, Rose nella sera.
Un sogno evocatore tiene le mie palpebre chiuse 
Io attendo, senza ben sapere cosa attendo invano,
davanti al mare simile a una distesa di scudi di bronzo,
ed ecco sei qui, giunta a recarmi le rose...
O rose nel cielo e nella sera! O mie rose!(Renée Vivien)....O mie rose !