Cultura, società - Generalità, varie -  Marco Faccioli - 05/01/2020

OCCHIO ALLA RICARICA! - il possibile furto di dati mentre si ricarica lo smart

Ormai lo sappiamo bene tutti: quello tecnologico è mondo complicato. Quando si naviga in Rete bisogna stare attenti a tutto e a tutti: a chi si dà l'amicizia sui social media, alle mail che riceviamo con promesse di eredità milionarie in Canada che aspettano solo noi, ai siti sui quali facciamo acquisti usando la carta di credito, etc. etc. A pensarci bene, ironizzando, una delle poche cose che possiamo fare con la massima tranquillità e serenità è quella di mettere sotto carica il telefonino quando la batteria segna rosso. Giusto? ...sbagliato! Perchè c'è chi ha trovato il modo di farci fessi anche durante questa tanto banale quanto necessaria incombenza quotidiana. Partiamo dall'inizio, da una candida premessa: dal momento che nessuno ha (ancora) inventato una batteria per smartphone che duri per un giorno intero, e che oggi è impensabile poter stare con il telefonino scarico (Chi se lo ricorda più un numero di telefono? Come chiamare un taxi? Come fare un bonifico? Come chattare?), siamo tutti sempre tarantolati dalla ricerca di prese elettriche o USB dove ricaricare il nostro dispositivo. Dopo la premessa, veniamo ora a due notizie. Partiamo da quella buona: oggi le prese sono dappertutto: in tribunale, dall'estetista, negli aeroporti, nelle stazioni, negli hotel, è infatti cosa normalissima trovarne una in ogni dove. Quella brutta è che, a volte, ricaricare il telefono nella prima presa che ci capita a tiro può essere pericoloso. Il possibile rischio è che quella presa possa contenere un software, o meglio un malware, capace di infettare il nostro telefonino e trasferire tutti i nostri dati a un hacker. Quali dati? Ad esempio, una su tutte, le credenziali per accedere al nostro conto corrente bancario online. Questa nuovissima (fino alla prossima) trovata truffaldina prende il nome di Juice Jacking”, che possiamo tradurre come furto a succhio ...nel senso che i nostri dati vengono letteralmente succhiati via dallo smart per finire in pessime mani. Circola in Rete da qualche giorno un video facilmente reperibile di un agente della polizia di Los Angeles che, in meno di un minuto, spiega il rischio che corriamo ogni volta che ricarichiamo il telefonino in una presa che non conosciamo. Per dirla in modo semplice, nei cavi USB possono passare sia la corrente elettrica che i dati, e quindi mentre il nostro telefonino si carica di elettricità, noi ci becchiamo un virus che di lì a poco ci svuota il conto. Come proteggersi da questa nuova minaccia? La prima è dotarsi di una batteria di riserva portatile, la seconda è comprare quello che in gergo viene chiamato “USB condom”, ovvero il preservativo dell’USB: una chiavetta dentro cui infilare la nostra presa USB in modo che la corrente passi ma i dati no. Viene da sorridere al pensiero di quando mettiamo in ricarica il telefonino in un luogo pubblico (ad esempio in un bar) e lo teniamo costantemente sott 'occhio per evitare che qualcuno ce lo porti via, magari ignari che qualcun altro ci stia nel frattempo succhiando via i dati al suo interno proprio sotto i nostri occhi vigilissimi.