Interessi protetti - Successioni, donazioni -  Valeria Cianciolo - 15/05/2019

Per la validità della procura a donare all'estero, occorre verificare che questa sia impiegata nel Paese in cui ne è ammessa l'utilizzo Nota a Cass. civile, sez. II, sentenza 28 febbraio 2019, n. 6016

La natura strettamente personale dello spirito di liberalità, comporta la nullità del mandato a donare in cui la scelta del donatario o dell'oggetto della donazione sia rimessa al terzo1.

Ne consegue, per la giurisprudenza, la nullità di un mandato a donare in cui al mandatario sia attribuita tanto la scelta del beneficiario o dell'oggetto «a proprio piacimento»2 sia della donazione effettuata in esecuzione del mandato, nonché la responsabilità del notaio rogante (art. 28, L. not.)3.

Nella sentenza in esame, la difesa del notaio faceva perno sull’art. 60 della legge 218 del 1995, che come not,o stabilisce che la rappresentanza volontaria è regolata dalla legge dello Stato in cui il rappresentante ha la propria sede d'affari. Pertanto, se la rappresentanza volontaria è regolata dalla legge dello Stato del rappresentante che, secondo il notaio, era la Germania, allora la procura a donare sarebbe valida. Il punto è che nel giudizio di merito, era mancata la prova concreta che la procura dovesse utilizzarsi in quel paese e quindi, non poteva accogliersi la semplice possibilità che quella procura a donare fosse impiegata in uno Stato che la ammettesse. È una soluzione logica e coerente con il sistema perchè altrimenti, qualsiasi procura a donare, sarebbe valida per la sola ragione di poter essere utilizzabile all’estero. Inoltre, dalla sentenza non risulta, se il procuratore nominato avesse sede nello stato estero laddove si trattasse di mandatario professionale oppure se vi esercitasse in via principale, i propri affari (come richiesto dall'art. 60 l. n. 218/1995). Questo dato sarebbe stato cruciale per stabilire se la procura fosse valida oppure no.

Detto questo, occorre poi precisare che la procura pur essendo valida solo qualora sussistono i presupposti richiesti dall'art. 60 della legge 218 del 1995, non sarà adoperabile quando il donante stesso sia italiano, dato che in questa ipotesi, si applica sempre la legge italiana, in forza dell'art. 56 l. n. 218/1995 che stabilisce che le donazioni sono regolate dalla legge nazionale del donante al momento della donazione. Il principio sotteso all'art. 56 è quindi, che la donazione è regolata, quanto alla sostanza, dalla legge nazionale del donante e quanto alla forma, alternativamente dalla legge che ne regge la sostanza, ovvero da quella dello Stato nel quale l'atto è compiuto.

Si ricordi comunque, che la procura ricevuta dal notaio in Italia in forma di atto pubblico o scrittura privata autenticata, seppur destinata ad essere utilizzata all’estero, deve rispettare i requisiti prescritti dalla legge per tale atto nell’ordinamento italiano. E’ di tutta evidenza che, ancorché l’atto sia destinato a circolare e ad avere effetti in un ordinamento giuridico diverso da quello italiano, il notaio dovrà attenersi alle proprie regole nazionali per quanto attiene la redazione, il contenuto, le menzioni in esso necessarie.

1Carnevali, Le donazioni, in Tratt. Rescigno, 6, II, 2a ed., Torino, 1997, 518.

2A. Torino 16.11.1995: “Il mandato a donare che attribuisca al mandatario la scelta, a proprio piacimento, del donatario o dell'oggetto della donazione, comporta irrimediabile carenza di potere rappresentativo, cui non può seguire ratifica da parte del donante, e quindi, in definitiva la nullità della donazione.” in Vita Notar., 1997, 165 nota di Petrelli.

3Cass. civ. Sez. VI - 3 Sent., 24/07/2012, n. 12991:La nullità del mandato a donare, prevista dall'art. 778 cod. civ., si estende all'atto di donazione che sia stato stipulato in esecuzione del mandato espressamente sanzionato con la nullità del legislatore. È, pertanto, responsabile della contravvenzione di cui all'art. 28, n. 1, della legge 16 febbraio 1913, n. 89, il notaio che roghi un atto di donazione, in cui il donante sia rappresentato dal suo procuratore in forza di procura, ricevuta dallo stesso notaio senza la presenza di testimoni, priva della designazione del donatario e della specifica indicazione dei beni oggetto della donazione.” in Vita Notar., 2012, 3, 1488; Cass. civ. Sez. III, 22/10/1990, n. 10256 :Anche al fine dell'applicabilità delle pene disciplinari di cui all'art. 138 l. 16 febbraio 1913 n. 89, nell'ordinamento notarile, il divieto per il notaio di ricevere atti espressamente proibiti dalla legge, di cui all'art. 28 n. 1 del citato ordinamento, si riferisce non solo agli atti singolarmente e specificatamente vietati, ma a tutti quelli comunque contrari a norma cogente, per ragioni formali e sostanziali, sì da risultare affetti da inesistenza, nullità o annullabilità (nella specie, mandato a donare, implicante la delega a determinare l'oggetto della donazione e quindi nullo ai sensi dell'art. 778 c. c.).” in Mass. Giur. It., 1990.