Cultura, società - Generalità, varie -  Redazione P&D - 24/06/2018

Per lunga vita - Domande a. Paolo Cendon (IV)

IV Domanda

Su “Per lunga vita” si parla di vecchiaia, di cronicità, cercando, se è possibile, di andare oltre le patologie croniche o le demenze per discutere della normalità quotidiana.
Gli anziani a breve rappresenteranno un quarto della popolazione. Molti di essi saranno autonomi, condurranno una vita normale ma inevitabilmente, con l’avanzare dell’età, con più o meno accentuati declini fisici, psicologici, cognitivi, a rischio di solitudine ed esclusione. Per loro però, sempre più spesso si prospettano soluzioni istituzionalizzanti, anche dagli amministratori di sostegno e si disattende la loro volontà adducendo problemi cognitivi. Per i più gravi solo ora si comincia a parlare di cure palliative, di testamento biologico e DAT, del morbo di Alzheimer come una malattia terminale.

Con il suo “occhio esperto” dove consiglierebbe e/o vorrebbe intervenire?

   Lasciamo stare  i profili di tipo culturale o pubblicistico, su cui tutti più o meno concordano: città sicure e pulite, meno inquinamento, cibo sano, più verde, silenzio, buona distribuzione commerciale, territorio e sanità, trasporti; vita intesa come chance di felicità, di scambio, di fioritura personale, di serenità, di allegria; cura dei recinti personali dell’anziano, presidio per le sue abitudini,  per il suo bisogno di pace, continuità, discrezione, mitezza.

  Sul piano del diritto privato:

- un anziano ha in linea di principio diritto a essere protetto, ad essere sostenuto, a non venire  abbandonato a se stesso

- si può essere anziani e stare benissimo, da ogni punto di vista, non serve allora nessuna AdSostegno

- un anziano può accusare  qualche ombra, qualche manchevolezza, non tale comunque da impedirgli di bastare a se stesso; in tal caso non si farà luogo ad alcuna AdS

- può mostrare  invece dei deficit, che consigliano la messa in opera dell’AdS, con l’anziano che conserverà intatta però, per quanto lo riguarda,  una sovranità al 100%

- possono esserci a volte  situazioni più pesanti, che consiglieranno magari al Giudice di introdurre l’AdS con qualche limitazione negoziale, la quale  sarà sempre comunque circoscritta, e magari non definitiva.

Spieghiamo bene allora tutto ciò   - direi  - agli anziani, facciamolo meglio che in passato;   tranquillizziamoli con delle lettere, dei volantini, alla radio, con delle rassicurazioni, delle campagne stampa, dei piccoli film:  eliminiamo in loro inutili “paure del diritto”.

  E poi c’è tutto il resto, certamente: orizzonti nuovi in materia di salute (che è molto un fatto esistenziale, relazionale, di benessere), linee migliori di autodeterminazione, di residenze e condomini attrezzati da promuovere. Associazionismo, reti di promozione-controllo da attivare in città, assistenza domiciliare, libertà testamentaria senza pressioni e ricatti. Un tramonto sereno e senza sequestri da parte di nessuno,   protezione dell’anziano in veste di consumatore, severità accresciuta verso chi si approfitta di lui (danni punitivi).