Cultura, società - Opinioni, ricerche -  Maria Rosa Pantè - 19/12/2017

Per Natale un dolce millefogli!

A Natale siamo tutti più buoni. O piuttosto tutti più nervosi. Ci aspettano giorni di ricerca dei regali, di cucina e di mangiate. Giorni di riunioni non sempre graditissime coi parenti. Giorni di acute nostalgie per chi non c’è più. Giorni di ricordi struggenti per quel che non c’è mai stato e avremmo voluto proprio per Natale.
Le feste non sono un paradiso, forse il paradiso non è l’eccezione, ma una felice tranquillità, uno scorrere quotidiano, lento e solenne. Solenne non so perché, certo una felicità solenne è bella da immaginare.
Le feste sono gravose, in pochi momenti di grazia sono davvero feste. Di più se sei bambino, se hai la meraviglia. Se senti l’attesa e lo stupore. Se no solo poche cose ti salvano.
Il gelo e la neve. (Se non devi andare a lavorare)
E, per quanto mi riguarda, il pacco di libri che a Natale mi concedo. O mi regalano.
Li ho qui davanti a una settimana dal Natale. Tutti me li guardo. Quasi incredula che siano qui e non so da quale cominciare la lettura.
E tutti me li rimiro e me li sfoglio. E inizio da uno e poi lo abbandono e provo a sfogliare l’altro. E poi li dispongo in bell’ordine e subito li scompongo perché voglio toccare quello grosso con testo greco a fronte.
Già mi sono concessa finalmente i presocratici. E mi chiedo questa felicità di avere i presocratici, frammenti dei presocratici in lingua originale che razza di felicità è? Che cosa me ne viene di sondare il loro pensiero e scoprire, forse, che sento come loro? Che felicità è toccare queste pagine, per sapere che cosa?
Più sensato mi appare gioire dei libri umoristici che ormai mi concedo regolarmente, come medicina per tollerare, per alleviare un poco le ingiustizie e i dolori di questa vita.
Non dico la mia, ma la vita in generale, per alcuni più triste e difficile proprio a Natale.
Gli animali che saranno prosciutti o arrosti o ripieni di agnolotti.
I malati più dolenti lontano da casa.
I sopravvissuti, soprattutto a lutti recenti.
Gli innamorati senza speranza.
I disoccupati o poco occupati.
I lontani da casa. Senza averlo desiderato.
Chi sta in una guerra.
E chi ha la guerra dentro ed è cattivo, poveretto. E rovina la sua vita e quella altrui.
Ma tornando ai libri, stanno qui accanto alla tastiera… Ho cominciato da un piccolo saggio sulla coscienza.
Anche se non ho alcuna coscienza del motivo di questa gioia, un po’ incosciente, che mi prende ogni anno davanti al pacchetto dei libri, appena sgusciato, sbucciato, spacchettato.
Buon Natale. Buoni libri, ve lo auguro.