Cultura, società - Opinioni, ricerche -  Marco Faccioli - 13/07/2019

Per un pugno di like

 La notizia di cui ci occuperemo questa settimana, a dirla tutta, non è di certo l'unica nel suo genere. Una delle tante modelle polacche, la fino all'altro ieri web-sconosciuta Julia Slonska, vedendo che i “follower” ed i “like” al di lei profilo Instagram erano in feroce ritirata numerica, ha pensato bene di inventarsi qualcosa di clamoroso per correre ai ripari. Tra le tante possibili opzioni volte a fermare l'emorragia di consenso mediatico (ed in questi casi sono quasi tutte esecrabili) ha scelto, probabilmente tirandola a sorte, quella di distruggere un'opera d'arte ...ovviamente in diretta sui social media. E così, la graziosa, munita di smart-phone e di maglio, si è recata in fretta e furia (è proprio il caso di dirlo) nel parco Dolinka Szwajcarska  di Varsavia (in italiano “la valle svizzera”, chiamato così per via del suo giardino fiorito e dei suoi numerosi gazebo), cercando quel che potesse fare al caso suo. Dopo aver un pò girovagato per il parco, forse in cerca della stessa malsana ispirazione che, nel maggio del 1972, aveva spinto il geologo ungherese László Tóth a far scempio della Pietà di Michelangelo, la sua attenzione è caduta sulla statua di un bimbo, risalente al 1700, che la stessa ha iniziato bellamente a prendere a martellate sino a distruggerla. Ovviamente il tutto è stato filmato e, come da prassi, è stato condiviso prima su YouTube e poi su tutti i profili social della modella-vandala. L’effetto della diffusione urbi et orbi della bravata ha ottenuto l'effetto voluto dalla giovane (migliaia di visualizzazioni in pochi istanti), ma le conseguenze non sono state di quelle sperate ...anzi. Al posto dei tanto agognati “mi piace”, gli utenti di Instagram (quindi non solo i follower della modella) hanno iniziato a criticarla pesantemente, a condannare senza appello il suo gesto ed a rivolgerle in quantità industriale quegli epiteti ferocemente ingiuriosi di cui solo la Rete è capace. La bufera scoppiata sui social media a seguito dell'accaduto ha portato la banca “mBank”, la quarta per importanza nella Polonia, ad interrompere immediatamente la sua partnership pubblicitaria con la modella. Il direttore dell'istituto infatti, in un comunicato ufficiale, ha preso le distanze dall'accaduto, dicendosi sconvolto per un comportamento simile da parte della loro testimonial. Come sempre accade in questi casi, quando il vento soffia in direzione contraria, la protagonista di questo triste episodio si è scusata con tutti per il vandalismo, cospargendosi il capo di cenere sul proprio profilo Facebook: “Non so cosa mi abbia spinto a fare una cosa del genere (che cosa l'abbia spinta lo abbiamo spiegato sopra) avevo bevuto alcool prima (come se la cosa fosse un'attenuante) e poi volevo solo giocare a Minecraft (come se simulare il suddetto videogioco, una sorta di versione digitale dei Lego, fosse una scelta intelligente) ...sono stata davvero tanto stupida!” (e almeno una cosa giusta l'ha detta).