Famiglia, relazioni affettive  -  Redazione P&D  -  13/08/2021

Perdere la mamma, il papà: ecco cos'è il danno esistenziale - Paolo Cendon

(da ‘’I diritti dei più fragili’’, Rizzoli, 2018)

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Muore uno dei genitori, in seguito a un incidente stradale; oppure a causa di un infortunio sul lavoro, di un suicidio, di un delitto di mafia.

I riflessi sulla prole allora: chiamata a vivere senza quel tocco protettivo, di lì in avanti; destinata a un affido provvisorio, avviata forse all’orfanotrofio, senza più i baci della buonanotte.

 

Un bimbo che perda la madre, giovane e bella.

Rivangherà ogni tanto il passato, singhiozzerà, paventerà il futuro; ingurgiterà cibi meno buoni, balbetterà, si vestirà disordinatamente.

Non saprà sempre di sapone di bucato, cadrà malato più spesso, non saprà con chi confidarsi.

 

Un figlio senza i “sì”  e i “no” del padre ad accompagnarlo, dietro l’angolo di casa.

Niente più gesti di sostegno virile, finiti i lanci in aria per gioco; basta con le spiegazioni da uomo a uomo, nessun conforto dopo gli insuccessi.

Un’agenda diversa sotto tanti aspetti, ronzii circostanti d’altro genere: il dover farcela o cavarsela da soli.





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