-  Redazione P&D  -  07/03/2016

PIETRO MASO E MARTINA LEVATO. RIFLESSIONI, DALLINTERNO DEL CARCERE, SU DUE PERSONE – Mario IANNUCCI

Mario Iannucci

Psichiatra psicoanalista

Salute Mentale Adulti USL Centro e Istituti di Pena di Firenze

 

Le vicende di Pietro Maso e di Martina Levato sono note a tutti, ma per comodità farò un riassunto di entrambe.

Nel 1991 Pietro Maso, aiutato da tre "amici complici", uccide brutalmente entrambi i genitori. Sia in primo grado che in appello viene condannato, come seminfermo di mente (la CTU collegiale, in appello, è di Canepa, Bandini e Gatti), a 30 anni e due mesi di carcere. Verosimilmente, in sentenza, viene anche prescritta la Casa di Cura e Custodia (CCC) per tre anni, da eseguirsi al termine della pena ordinaria. Fra liberazione anticipata e indulto, Pietro Maso termina la pena nel 2013. Dal 2008 al 2013 gode della semilibertà, concessa dal Tribunale di Sorveglianza. Il 21 gennaio 2016 viene iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Verona per il reato di tentata estorsione nei confronti di un conoscente. Pochi giorni or sono veniamo quindi a sapere, poiché sembra che l"abbia detto al telefono alla ex moglie e a un prelato, che vorrebbe "finire [con le sorelle] il lavoro iniziato 25 anni fa [con i genitori]" (su Il Corriere del 5 marzo)[1]. Le sorelle vengono messe sotto scorta. Pietro Maso viene ricoverato in clinica psichiatrica.

Il 28 dicembre 2014 Martina Levato, in complicità con Alexander Boettcher e Andrea Magnani, lancia un paio di litri di acido muriatico sul volto di Pietro Barbini, causando gravi lesioni alla pelle e a un occhio del giovane uomo. Alexander Boettcher tenta, subito dopo, di aggredire Barbini con un martello, ma viene trattenuto dal padre della vittima. Alexander Boettcher e Martina Levato si erano già resi protagonisti di altre aggressioni. Lo avevano fatto, a quanto sembra, all"interno di una sorta di progetto di "purificazione che Martina Levato praticava insieme al suo compagno Alexander Boettcher per cancellare le tracce delle relazioni sessuali occasionali del passato e poterglisi offrire punita e ripulita dalle sue debolezze" [2]. Le psichiatre Marina Verga e Erica Poli effettuano una CTU e giudicano entrambi imputabili, perché sani di mente. Nel giugno 2015 Martina Levato viene condannata alla pena di 14 anni di carcere. Il 15 agosto 2015 partorisce un figlio concepito con Alexander Boettcher. Achille, il neonato, subito dopo il parto viene sottratto alla madre. Dal suo seno, ancora oggi, Martina tira il latte per Achille, che vede ogni settimana, il lunedì. Sembra che Martina Levato sia in cura con una psichiatra[3].

Perché i casi di queste due persone possono essere considerati congiuntamente? Per diversi motivi.

Il primo motivo. Entrambi, Pietro Maso e Martina Levato, hanno commesso delitti singolari, particolari, che hanno profondamente colpito l"opinione pubblica nella dimensione immaginaria prima ancora che in quella logico-discorsiva. Pietro Maso per essersi reso protagonista di uno dei due crimini più aborriti dalla Società, il Parricidio, "la cui ombra [insieme all"Incesto] genera tutta la patogenia dell"Edipo"[4]. Martina Levato perché, nei tentativi seriali di purificazione e di annullamento, rimanda al miracoloso ripristino di una verginità perduta. Il carattere simbolico dei loro delitti, che va palesemente oltre la razionalizzazione del supposto o dichiarato movente, non può sfuggire ad alcuno. Chiunque abbia un minimo di esperienza clinica, non diciamo di perizia, nel caso dei reati di Pietro Maso e di Martina Levato non può non riandare alle illuminanti parole di

Jacques Lacan: "[…] le strutture della società sono simboliche; l"individuo, in quanto normale, se ne serve per condotte reali; in quanto psicopatico le esprime attraverso condotte simboliche"[5].

Il secondo motivo è che entrambi, anche se con esiti diversi, sono stati sottoposti a una valutazione psichiatrico-forense. Pietro Maso, che ha detto di avere trucidato i genitori per soldi, è stato riconosciuto seminfermo di mente, vale a dire che la sua capacità di intendere o di volere, al momento del reato, è stata ritenuta grandemente scemata. Martina Levato, che ha riconosciuto di avere commesso i reati all"interno di un progetto di purificazione, è stata giudicata come sana di mente.

Il terzo motivo è costituito dal fatto che, in entrambi i casi, progetti delittuosi palesemente odd (uso il termine inglese perché esso significa, insieme, stravagante e singolare), siano stati condivisi da molteplici persone. In psichiatria, quando convincimenti così odd da sconfinare nel delirio vengono condivisi da più persone, si parla di follia a due, a tre etc.

Il quarto motivo è che il "trattamento" penitenziario si è sviluppato, per entrambi, in apparente difformità rispetto alle risultanze delle consulenze psichiatriche di ufficio e quindi delle sentenze. Pietro Maso infatti, condannato come seminfermo di mente, lo si sarebbe dovuto sottoporre a un trattamento psichiatrico durante il percorso penitenziario, magari assegnandolo (come previsto dall"art. 111 del Regolamento di Esecuzione dell"Ordinamento Penitenziario) a un "Reparto per Minorati Psichici" (simili Reparti erano ubicati, fino al 31 marzo 2015, all"interno degli OPG). Non mi risulta che questo sia avvenuto. Non solo: se nella sentenza di appello Pietro Maso, come è probabile che sia avvenuto, fosse stato giudicato pericoloso socialmente da un punto di vista psichiatrico, al momento in cui ha finito la pena ordinaria il Magistrato di Sorveglianza avrebbe dovuto valutare di nuovo la pericolosità sociale attuale al fine della eventuale applicazione della misura di sicurezza (la Casa di Cura e Custodia o altra misura non detentiva). Non so se questo sia stato fatto. Martina Levato, al contrario, condannata come sana di mente, viene curata in carcere da una psichiatra; le è stato inoltre tolto il suo bambino perché ritenuta (almeno per adesso) inadatta ad allevarlo.

In un carcere stracolmo di persone che soffrono di gravi malattie mentali, non sarò certo io a meravigliarmi che siano presenti anche persone come Pietro Maso o Martina Levato. Ma sono soprattutto casi come questi, specie nella stagione attuale di superamento degli OPG, una stagione nella quale al carcere compete per legge la cura di molti malati di mente, che mi inducono a ritenere molto pericolosi, per i disturbi mentali nei luoghi di detenzione, valutazioni e trattamenti azzardati e odd.

 




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