Interessi protetti - Tempo libero -  Bernicchi Francesco Maria - 30/07/2014

POTERI DEI COMUNI PER LIMITARE LE SLOTS MACHINES - Corte Cost. 220/2014 - F. M. BERNICCHI

La Corte Costituzionale, con sentenza n. 220/2014, ha esaminato la questione di legittimità costituzionale sollevata dal Tar Piemonte, in merito alla non previsione della competenza dei Comuni ad adottare atti normativi e provvedimentali volti a limitare l"uso degli apparecchi da gioco di cui al comma 6 dell"art. 110 del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 (Approvazione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza), in ogni esercizio a ciò autorizzato ai sensi dell"art. 86 dello stesso r.d. n. 773 del 1931.

La Corte dichiara inammissibile la questione per:

1) dichiara inammissibile l"intervento del CODACONS (Coordinamento delle associazioni per la difesa dell"ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori) e dell"AIDMA Onlus (Associazione italiana per i diritti del malato);

2) dichiara l"inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell"art. 50, comma 7, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull"ordinamento degli enti locali), sollevata, in riferimento agli artt. 32 e 118 della Costituzione, dal Tribunale amministrativo regionale per il Piemonte, con le ordinanze indicate in epigrafe;

3) dichiara l"inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell"art. 31, comma 2, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 (Disposizioni urgenti per la crescita, l"equità e il consolidamento dei conti pubblici), convertito, con modificazioni, dall"art. 1, comma 1, della legge 22 dicembre 2011, n. 214, sollevata, in riferimento agli artt. 32 e 118 della Costituzione, dal Tribunale amministrativo regionale per il Piemonte, con le ordinanze iscritte al n. 292 del registro ordinanze del 2012 e al n. 115 del 2013;

4) dichiara l"inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell"art. 42 del d.lgs. n. 267 del 2000, sollevata, in riferimento agli artt. 32 e 118 Costituzione, dal Tribunale amministrativo regionale per il Piemonte, con l"ordinanza iscritta al n. 161 del registro ordinanze del 2013.

Il testo integrale, con le motivazioni, in allegato.