Assicurazioni - Generalità, varie -  Bernicchi Francesco Maria - 12/12/2012

PREMI ASSICURATIVI UGUALI PER UOMINI E DONNE - Corte Giustizia UE 236/09 1/3/2011- Francesco Maria BERNICCHI

Si riporta una decisione della Corte di Giustizia Europea del 1 Marzo 2011 n. 236/09 che ha stabilito il principio secondo il quale prendere in considerazione il sesso dell"assicurato come fatto di rischio nel contratto di assicurazione costituisce una discriminazione.

Il fatto, in breve: si tratta di una domanda di pronuncia pregiudiziale che verte sulla validità dell"art. 5, n.2 della direttiva del Consiglio 13 Dic. 2004 n.113 che attua, tra le altre cose, la parità di trattamento tra uomini e donne per quanto riguarda l"accesso a beni e servizi e la loro fornitura.

La domanda è stata proposta da un giudice belga nell"ambito di una controversia instaurata tra l"Associazione belga dei consumatori e dai sigg. van Vugt e Basselier contro il Consiglio dei Ministri del Belgio.

Tale controversia aveva ad oggetto l"annullamento della legge 21 Dicembre 2007 (Legge per la lotto contro le discriminazione tra donne e uomini) per quanto riguarda la rilevanza dell"appartenenza ad un determinato sesso in materia assicurativa.

 

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La legge del 2007 sopra richiamata attuava in pieno la direttiva europea che, in materia di accesso a servizi e forniture, dichiarava la piena attuazione del principio di parità tra uomo e donna, ma altresì prevedeva una deroga proprio per i contratti assicurativi.

Gli Stati Europei potevano, dunque, prevedere differenze proporzionali nei premi quando il fattore sesso era determinante, come, per esempio, nella circolazione stradale ove il tasso di sinistrosità della donna è minore.

Orbene, la Corte di Giustizia Europea però interpretando la norma ha previsto che tale deroga è sì legittima, ma essa deve avere un termine che gli stessi giudici europei hanno dichiarato essere quinquennale e, pertanto, con buona pace del gentil sesso che, probabilmente, vedrà alzare il premio assicurativo, a partire dal 21/12/2012 la deroga suindiciata di prevedere tariffe assciurative diverse in base al sesso è dichiarata invalida.