Diritto tributario - Avviso di accertamento -  Luca Leidi - 23/07/2019

Prescrizione dei contributi INPS dovuti alla gestione separata

E’ ormai del febbraio scorso l’ordinanza della Cassazione con cui si è rammentato il seguente principio:

La prescrizione dei contributi dovuti alla gestione separata decorre dal momento in cui scadono i termini per il relativo pagamento e non dalla data di presentazione della dichiarazione dei redditi ad opera del titolare della posizione assicurativa.” (Cass., sez. lav., ordinanza n.5379 del 22/2/2019, allegata al presente contributo).

Tuttavia, tale questione ritorna più che mai in auge in questo torrido mese d’estate (luglio).

Infatti, la deadline entro la quale ricevere (rectius, andava spedito) l’addebito dei contributi INPS dovuti per l’anno di imposta 2013 è scaduta l’8/7/2019. Mi spiego meglio.

L’art.3, co. 9, della Legge 8 agosto 1995 n.335 prescrive: “Le contribuzioni di previdenza e di assistenza sociale obbligatoria si prescrivono e non possono essere versate con il decorso dei termini di seguito indicati:

  1. a) dieci anni per le contribuzioni di pertinenza del Fondo pensioni lavoratori dipendenti e delle altre gestioni pensionistiche obbligatorie, compreso il contributo di solidarietà previsto dall'articolo 9-bis, comma 2, del decreto-legge 29 marzo 1991, n.103, convertito, con modificazioni, dalla legge 1 giugno 1991, n.166, ed esclusa ogni aliquota di contribuzione aggiuntiva non devoluta alle gestioni pensionistiche. A decorrere dal 1 gennaio 1996 tale termine è ridotto a cinque anni salvi i casi di denuncia del lavoratore o dei suoi superstiti;
  2. b) cinque anni per tutte le altre contribuzioni di previdenza e di assistenza sociale obbligatoria.”.

Ergo, si denota dalla lett.b ult.cit., per i lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata[1] i contributi si prescrivono in 5 anni. Correlativamente, INPS deve far valere il proprio diritto di credito entro il predetto termine, pena l’estinzione del diritto medesimo (ex art.2934 c.c.).

Tuttavia, in passato, si è dibattuto circa la corretta individuazione del dies a quo a partire dal quale si debba calcolare l’inizio del decorrere della prescrizione[2]: il termine di partenza del calcolo è la scadenza per la presentazione della dichiarazione dei redditi, dunque il 30 settembre dell’anno successivo cui i contributi si riferiscono, ovvero la scadenza per il versamento del saldo relativo all’anno precedente, generalmente a fine luglio dell’anno successivo?

L’ordinanza ad inizio contributo citata, dando invero continuità all’orientamento già espresso da questa Corte (Cass. 31/10/2018 n.27950), nonché ad ampia giurisprudenza di merito[3] e ad alcune Circolari INPS (v. ad es. n.69 del 25/5/2005)[4], desidera ribadire che la prescrizione dei contributi dovuti alla gestione separata decorre quindi dal momento in cui “in cui i singoli contributi dovevano essere versati” (ai sensi dell’art.55, R.D.L. n. 1827 del 4 ottobre 1935), e non dalla data di presentazione della dichiarazione dei redditi.[5]

Denota la S.C. che tale ultimo termine non può essere preso in considerazione poiché, quale “dichiarazione di scienza[6], la data di presentazione della dichiarazione dei redditi non è il presupposto del credito contributivo, così come non lo è rispetto all’obbligazione tributaria, in quanto il fatto costitutivo resta, come detto, la produzione di redditi rilevante ai sensi di legge.

Per completezza pare doveroso rilevare come l’equiparazione tra termine per la gestione separata e gli altri lavoratori per cui si prescrive la dichiarazione dei redditi deriva dal d.lgs. 9 luglio 1997, n. 241, avente ad oggetto “Norme di semplificazione degli adempimenti dei contribuenti in sede di dichiarazione dei redditi e dell'imposta sul valore aggiunto, nonché di modernizzazione del sistema di gestione delle dichiarazioni”, e nello specifico dall’ art. 18, co.4, secondo cui “i versamenti a saldo e in acconto dei contributi dovuti agli enti previdenziali da titolari di posizione assicurativa in una delle gestioni amministrate da enti previdenziali sono effettuati entro gli stessi termini previsti per il versamento delle somme dovute in base alla dichiarazione dei redditi”.

Se, dunque, il termine prescrizionale per il versamento dei contributi INPS da gestione separata è di 5 anni dal momento in cui in cui i singoli contributi dovevano essere versati, importante è capire il termine di scadenza dei contributi relativi all’anno 2013. Quando questi contributi dovevano essere pagati?

La risposta ci è fornita direttamente dal sito del MEF (Ministero della Economia e delle Finanza) che, con comunicato stampa n.144 del 14/06/2014, posticipava il termine – originariamente previsto per il 16/6/14 – al 7/7/14 per effettuare i versamenti derivanti dalla dichiarazione dei redditi, dalla dichiarazione Irap e dalla dichiarazione unificata annuale da parte dei contribuenti che esercitano attività economiche per le quali sono stati elaborati gli studi di settore.

Ecco perché torna di moda in questo periodo tale questione: l’INPS avrebbe dovuto inviare l’accertamento della contribuzione dovuta entro e non oltre l’8/7/19 per non incorrere in una legittima eccezione di prescrizione.

Ovviamente, tale conclusione non vale qualora l’Ente abbia inviato comunicazioni idonee ad interrompere – e a far decorrere ex novo – il termine quinquennale.

 

Avv. Luca Leidi

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[1] Fanno parte di questi:

i professionisti che non sono iscritti ad un Albo specifico;

i c.d. “co-co-co”; i venditori a domicilio;

gli spedizionieri doganali non dipendenti;

gli assegni di ricerca;

i beneficiari di borse di studio per la frequenza ai corsi di dottorato di ricerca;

gli amministratori locali;

i beneficiari di borse di studio a sostegno della mobilità internazionale degli studenti e degli assegni per attività di tutorato, didattico-integrative, propedeutiche e di recupero;

i lavoratori autonomi occasionali;

gli associati in partecipazione con apporto di solo lavoro;

i medici con contratto di formazione specialistica;

i Volontari del Servizio Civile Nazionale;

i prestatori di lavoro occasionale accessorio.

[2] Ciò ai sensi dell’art.2935 c.c.: “La prescrizione comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere.”.

[3] Tra le ultime, Trib. Rovereto 18/6/2019 in banca dati de Il Sole 24 ore, 2019.

[4] Giova precisare che, in realtà, l’Ente previdenziale ha da sempre avallato la tesi per cui il termine di prescrizione decorrerebbe dalla data di presentazione della dichiarazione dei redditi

[5] Tale scelta di indirizzo è stata confermata con due sentenze successive: Cass., sez. lav., 10/05/2019 n.12532 e Cass., sez. VI, 20/03/2019 n.7884

[6] In tali termini, tra le tante, Cass. 4 febbraio 2011, n.2725.