Pubblica amministrazione - Generalità, varie -  Redazione P&D - 15/09/2019

Principio di segretezza dei concorrenti, di cui all’art. 53 del d. lgs. n. 50 del 2016, non rilevante sulle richieste di sopralluogo in procedura aperta - C.d.S. sentenza 6097 del 4.09.2019 - Gabriele Gentilini

Interessante pronuncia del giudice amministrativo di appello, confermativa di quella del precedente tar, circa la casistica di cui sopra.
In particolare si riportano di seguito i punti salienti della sentenza in epigrafe in cui emerge il respingimento del ricorso, argomentato sulla fonte normativa ed ancor più sulla logica e sulla pratica degli eventi.

“Secondo la stessa prospettazione dell’appellante, la sola conoscenza di tali nominativi può influenzare negativamente la presentazione delle offerte sicché delle due l’una: o l’effetto perturbatore della gara è immediato, con la conseguenza che le previsioni della lex specialis dovevano essere immediatamente impugnate, o non sussiste perché la presentazione delle offerte non può essere influenzata dalla mera conoscenza dei nominativi delle imprese che hanno chiesto di partecipare al sopralluogo prima e con il mero intento di partecipare alla gara.
La tesi dell’appellante, per la sua stessa prospettazione, perciò non sfugge ad una secca alternativa di irricevibilità o, per converso, di infondatezza.”
“E invero essa è infondata anche nel merito perché la mera conoscenza dei nominativi dei soggetti che hanno chiesto di effettuare il sopralluogo non integra violazione dell’art. 53, comma 3, del d. lgs. n. 50 del 2016, nelle procedure aperte, in relazione all’«elenco dei soggetti che hanno presentato offerte, fino alla scadenza del termine per la presentazione delle medesime» (art. 53, comma 2, lett. a), poiché la richiesta di sopralluogo o la proposizione di quesiti circa le sue modalità alla stazione appaltante non costituisce elemento infallibilmente sintomatico, anche per altri soggetti eventualmente interessati a partecipare, di certa futura partecipazione alla gara né, ancor meno, immediata manifestazione di volontà partecipativa o forma equipollente di offerta.”
Tanto bastava a determinare il rigetto dell’appello con la conseguente conferma della sentenza del tar impugnata.