Amministrazione di sostegno - Finalità della legge, destinatari -  Paolo Cendon - 06/11/2017

Prodigalità e amministrazione di sostegno - Trib. Modena 3.11.2017

Ci sono tante buone ragioni in questo provvedimento masoniano (viva la libertà), ma vengono in testa anche alcuni pensieri. Fra il gruppo dei ‘matti’  e dei  ‘non matti’ ci sono  mille gruppi intermedi, anzi diecimila graduazioni, e non so se imposterei tutto dal punto di vista della malattia mentale.  Quello è un parametro, ma non direi che è l’unico.  Uno è certamente quello, che l’amico Masoni ben evidenzia, dell’eventuale responsabilità che l’interessato abbia di altre persone, specie se fragili. Direi anzi che è questo il punto di partenza, e il calcolo ai fini dell’AdS va fatto pensando anche al futuro naturalmente, vicino e lontano. Familiari e non solo . Ma anche per uno che risponde solo  di sé e solo davanti  a se stesso: io sono in ‘interventista’, mi rendo conto, e  penso che se si accerta che, continuando in quel  modo, fra poco l’interessato finirà sotto i ponti,  penso si debba fare qualcosa, per evitarlo. Il tema del cambiamento mi intriga molto, tanto che l’ho  messo  al centro   di un libro che sto scrivendo da un po’ di tempo (non so se riuscirò a finirlo). Viva in effetti  il cambiamento se vuol dire che finalmente ti decidi a essere/diventare  quello che sei davvero, che pensavi di diventare, almeno per  il  futuro. Però se uno butta via tutto  e basta, senza ragionevolezza, scompostamente, un po’ ridicolmente … S. Francesco non si è comportato da scomposto. Bisogna conservare un certo stile, una certa misura anche nella dissipazione; essere austeri, eleganti,  misurati. Equilibrio nelle cose, continuità (largamente intesa) di gestione. Doveri verso il passato. Un’immagine da gentiluomo, non da buzzurro arrapato e sporchiccio, volgare, ottuso. Proprio pensando che adesso stai cambiando sì, ma fra sei mesi magari vorrai cambiare di nuovo, probabile, possibile, ed è meglio che per allora  tu non ti trovi – come dicono nel Lazio – “con una mano davanti  e una di  dietro”. Insomma non solo o non tanto le rotelle che ti sono saltate o non saltate dentro, ma il fare oggi, nelle grandi e piccole cose, il 'progetto di vita' fino a che  ragionevolmente non morirai, gli altri, i gesti, un computo a largo respiro, esistenziale, oggettivo, un’agenda sensata e bilanciate … anche fra mille sprechi e sciocchezze.