Interessi protetti - Successioni, donazioni -  Francesca Zanasi - 18/11/2019

Profili fiscali delle successioni

La disciplina dell’imposta sulle successioni e donazioni è contenuta nel D. Lgs. 31 ottobre 1990, n. 346 (Testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta sulle successioni e donazioni). L’imposta in analisi era stata soppressa nel 2001, poi reintrodotta con legge 3 ottobre 2006 n. 262 e ss.mm. e si applica sui trasferimenti di beni e diritti per causa di morte, per donazione e sulla costituzione dei vincoli di destinazione.
L’imposta sulle successioni ha ad oggetto il trasferimento della proprietà di beni mobili e immobili o di altri diritti in seguito alla morte del titolare, la cui successione si è aperta, che vengono trasferiti agli eredi secondo la disciplina successoria; mentre l’imposta sulle donazioni concerne, invece, il trasferimento della proprietà di beni mobili e di beni immobili o di altri diritti tra persone ancora in vita, realizzato con atto tra vivi, con le eccezioni previste per legge (quali le donazioni di modico valore sulle quali non insiste alcuna imposta).
L’imposta successoria si applica su una base imponibile (oggetto del tributo) che corrisponde al valore complessivo netto dell’asse ereditario, che si ottiene dalla detrazione dei debiti dal c.d. relictum (costituito da tutti i beni esistenti nell’asse ereditario del de cuius al momento di apertura della successione, c.d. massa attiva); per ciò che concerne le donazioni, l’oggetto dell’imposta si sostanzia in tutti i trasferimenti a titolo gratuito, comprese le liberalità, anche indirette (ossia tutti quegli atti diversi dal contratto di donazione mediante i quali è possibile perseguire lo scopo liberale di arricchimento di un altro soggetto, senza corrispettivo) nonché dalla costituzione dei vincoli di destinazione ex art. 2645 ter c.c. (cfr. art. 2, comma 47, d.l. 262/2006).
Sono tassati i beni immobili di qualsiasi genere e tipologia (abitazioni, terreni, fabbricati strumentali), i beni mobili (auto, moto, barche, etc.), il denaro, i gioielli, le opere d’arte, i crediti, i conti correnti, le azioni, le obbligazioni, i fondi di investimento, le aziende e le partecipazioni in società.
Il valore dei descritti beni viene tassato in base alle varie categorie, con delle precise regole. Per i beni immobili si considera il valore catastale; per le azioni ed i titoli quotati occorre fare una media dei prezzi dell’ultimo trimestre anteriore all’apertura della successione; mentre, per le partecipazioni in società non quotate si considera il valore del patrimonio netto alla data di apertura della successione come risultante dall’ultimo bilancio o dall’ultimo inventario redatto. Per gli altri beni mobili (denaro, gioielli, mobilia rinvenuti, ad esempio, all’interno degli immobili del de cuius) si tiene conto del valore forfettario pari al 10% dell’asse ereditario (salvo che sia redatto un inventario analitico ove emergano i singoli valori dei beni mobili).
Vale precisare che vi sono alcuni beni esenti dall’imposta successoria: si tratta, ad esempio, dei titoli del debito pubblico o delle indennità spettanti per diritto proprio agli eredi in forza di assicurazioni previdenziali, obbligatorie o stipulate dal defunto, ad esempio, le polizze vita.
Inoltre, con la Finanziaria per il 2007 il legislatore ha introdotto il comma 4-ter all’articolo 3 del D. Lgs. 346/1990 in tema di trasferimenti mortis causa, per donazione e tramite patti di famiglia di attività produttive, rendendoli (a determinate condizioni) non soggetti all’imposta sulle successioni e sulle donazioni, a prescindere da qualsiasi parametro quantitativo. L’agevolazione ha ad oggetto i trasferimenti di aziende o rami di aziende o di azioni e quote di società, sia di capitali che di persone che saranno esentati a condizione che (i) siano effettuati a favore del coniuge (o della parte dell’unione civile) o dei discendenti (figli e nipoti) e che (ii) i beneficiari proseguano l’esercizio dell’attività di impresa o ne detengano il controllo (in caso di società di capitali) per un periodo non inferiore a cinque anni, rendendo apposita dichiarazione in tal senso (o in sede di successione o  nell’atto di donazione).
Le imposte in materia successoria si applicano con aliquote diverse e con franchigie diverse a seconda del grado di parentela. In particolare, si applica:

(a) l’aliquota al 4% per le successioni e donazioni a favore del coniuge, dei figli e degli altri parenti in linea retta solo sull’importo eccedente la franchigia di € 1.000.000 (quindi i trasferimenti di valore inferiore ad € 1.000.000, per queste categorie di soggetti, sono esenti dall’imposta);

(b) l’aliquota del 6% per le successioni e donazioni a favore di fratelli e sorelle solo sull’importo eccedente la franchigia di € 100.000;

(c) l’aliquota del 6% per le successioni e donazioni a favore di altri parenti fino al 4° grado, affini in linea retta, affini in linea collaterale fino al 3° grado, senza franchigia;

(d) l’aliquota dell’8% per le successioni e donazioni a favore di tutti gli altri soggetti, senza franchigia.

Diversamente dal regime ordinario, alle successioni e donazioni a favore di persone disabili si applicano le medesime aliquote solo sull’importo eccedente la franchigia di € 1.500.000 indipendentemente dal grado di parentela.
E’ d’obbligo, infine, specificare, in merito all’ammontare delle franchigie, che le stesse si calcolano sul valore della donazione o della massa ereditaria attribuita a ciascun beneficiario e nel calcolo delle franchigia devono essere considerate anche le precedenti donazioni ricevute dallo stesso soggetto.