Persona, diritti personalità - Persona, diritti personalità -  Annalisa Rabitti - 09/11/2017

Progetto di Vita a Reggio Emilia:tracce di fondamenta.

Il 23/10/2017 il Comune di Reggio Emilia ha approvato la mozione in ordine all'istituzione del registro dei “progetti di vita delle persone fragili” presso l’Anagrafe della città.

Nella vita di alcune mamme accade che nasca un bambino disabile. 

Corsie di ospedali, diagnosi ingarbugliate di cui si capisce solo la gravità, visi costretti nella serietà del dolore. Nessun fiocco sulla porta, timidi complimenti, i gesti più naturali che ogni mamma compie diventano squarci. 

Imporsi di lavare un bavaglino, farsi forza per comprare un body troppo piccolo, non piangere davanti all’acquisto di un giocattolo sono l’inizio di un’ impervia salita fatta di tanta solitudine e appigli precari. 

Per sempre una mamma diversa, sbagliata.

Mamme a cui viene rubato il futuro: il futuro è curiosità di vederlo crescere, cambiare, costruirsi come persona nel mondo in cui vivi. Quando il domani fa solo paura, perché ogni cambiamento rompe ogni precario equilibrio raggiunto, si è intrappolati in un presente di sopravvivenza. Una nebbia che cancella i colori della prospettiva.

Il disegno di legge sul Progetto di vita affianca alla carta di identità un documento che afferma il diritto all’autodeterminazione e al futuro di ogni persona fragile: il proprio.

Ti accompagna in anagrafe, nel tuo comune. Fuori dagli ospedali, da ogni luogo in cui altri decidono cosa sia meglio per te.

Questo è un atto umano in mezzo alle carte, è prendersi cura delle mamme, dei papà, dei bimbi e degli adulti che hanno subito quel furto. 

Un diritto civile: domani possibili, non meno faticosi, tracce di fondamenta che per una volta non crollano.