Pubblica amministrazione - Pubblica amministrazione -  Alceste Santuari - 06/12/2019

Project financing e responsabilità precontrattuale degli enti locali – Cons. St. 6087/19

Come è noto, il tema del project financing, in specie, da un punto di vista giuridico, per le implicazioni sottese nei rapporti che si instaurano tra la P.A. e gli operatori economici privati è delicato e non sempre lineare nella sua implementazione.

Nell'ambito di una procedura di project financing, un ente locale ha prima deliberato il pubblico interesse per una proposta progettuale per la realizzazione di un centro polifunzionale e, successivamente, non ha dato corso alla procedura a causa dell'esito non favorevole della verifica di conformità urbanistica del progetto.

A causa dell'inaspettato arresto della procedura, l'impresa ha chiamato in giudizio il Comune chiedendo la condanna al risarcimento dei danni da responsabilità precontrattuale, ritenendo che il comportamento della Pa fosse contrario ai criteri di buona fede nelle trattative negoziali (articoli 1337 e 1338 del codice civile).

Con sentenza 4 settembre 2019, n. 6087, il Consiglio di Stato (Seconda Sezione), confermando il giudizio espresso dal TAR, ha riconosciuto che per potersi identificare la responsabilità precontrattuale a carico del Comune non è sufficiente che il soggetto privato dimostri la propria buona fede soggettiva, ossia un affidamento incolpevole nella scelta di compiere attività economicamente onerose. Occorre che questo affidamento venga leso da una condotta dell'ente che, valutata nel suo complesso, risulti oggettivamente contraria ai doveri di correttezza, e sia imputabile all'amministrazione in termini di colpa o dolo.

Nello specifico i giudici amministrativi campani hanno ribadito che:

-) non sussiste un obbligo di affidare la concessione al promotore del progetto, a seguito dell’accertamento dell’assenza di altre imprese interessate alla realizzazione del progetto;

-) se le parti in causa non giungono “a una fase della procedura tale da costituire un distinto ed autonomo rapporto potenzialmente idoneo a essere fonte di responsabilità contrattuale, essendosi la procedura arrestata con il venir meno della compatibilità urbanistica”, non è configurabile quanto richiesto dall’appellante, in quanto la responsabilità precontrattuale “presuppone un rapporto personalizzato tra la stazione appaltante e l'aspirante a contrarre, che non è configurabile finché la procedura è in corso”.

In altri termini, la sentenza ribadisce che “prima della conclusione della fase procedimentale dell'evidenza pubblica e della scelta dell'aggiudicatario (…) i concorrenti non hanno ancora la qualifica di futuri contraenti e non possono essere qualificati come parti di una trattativa negoziale”.

Nell’ambito della procedura di project financing, dunque, ampia autonomia discrezionale è riconosciuta in capo agli enti locali: nella fase propedeutica alla scelta dell'aggiudicatario, la procedura non è idonea a radicare pretese di alcun genere in capo ai soggetti terzi. Questi ultimi, in uno schema giuridico di partenariato pubblico-privato, pertanto, sostengono oneri assumendo integralmente il relativo rischio di impresa.