Amministrazione di sostegno - Amministrazione di sostegno -  Letizia Davoli - 06/03/2018

Quando il beneficiario di un ADS non è imputabile...

Maria (nome di fantasia) ha un'esistenza difficile alle spalle; in cura presso i servizi di salute mentale da circa 25 anni. Diagnosi diverse, episodi estremi, ma anche momenti di felicità quando incontra e sposa Paolo (nome di fantasia), anch'esso in cura per disturbi psichici.

I due vanno a vivere a casa della suocera. I rapporti tra Maria e la suocera sono difficili, a tratti con episodi di tensione.

Maria dentro e fuori gli istituti, come pure il marito.

In alcuni momenti, Maria vive a casa da sola con la suocera.

Nel 2014 viene nominato per Maria un Amministratore di Sostegno.

Nel 2015 la suocera denuncia Maria di averla fatta cadere procurandole lesioni e di maltrattarla da anni.

Il PM chiede il rinvio a giudizio di Maria e nel 2017 si tiene l’udienza preliminare.

La difesa di Maria deposita una memoria difensiva per il GUP nella quale, oltre all'insussistenza di prove nel merito, solleva il problema dell'imputabilità di Maria e chiede che venga disposta una perizia medica.

Il GUP, alla luce della documentazione in atti e della nomina di un Amministratore di Sostegno, dispone una perizia psichiatrica per  accertare: 1) se all'epoca dei fatti contestati Maria era capace di intendere e di volere; 2) se Maria ha capacità processuale; 3) se Maria è socialmente pericolosa.

La chiara e dettagliata perizia redatta dal CTU incaricato dal Giudice, ripercorre tutta l'esistenza medica di Maria e descrive quanto riferito dai medici curanti e dall'Amministratore di Sostegno. Le conclusioni sono: 1) che all'epoca dei fatti Maria era affetta di vizio totale di mente; 2) che Maria ha capacità processuale e 3) che non è pericolosa socialmente.

Il GUP, accogliendo la richiesta concorde di difesa e PM, emette quindi sentenza di non luogo a procedere nei confronti di Maria per difetto di imputabilità ai sensi degli artt. 85-88 cp.

Difetto di imputabilità da non collegarsi all'Amministrazione di Sostegno, ma alla specifica situazione di Maria. Trarre diverse conclusioni sarebbe in contrasto con la finalità dell'istituto dell'ADS.

È invece importante e doveroso analizzare ogni caso concreto, con meticolosità e senza automatismi (si veda anche Cass. Pen. 36942/2015), così come è stato fatto dal GUP di Reggio Emilia e dal perito con Maria.