Interessi protetti - Beni, diritti reali -  Riccardo Mazzon - 17/02/2020

Rapporti di vicinato, distanze e confini: cosa intende per “regolamenti locali” l’articolo 873 del codice civile?

Atteso il rigore delle conseguenze indotte dal richiamo operato dall’articolo 873 del codice civile, acquista particolare importanza il definire compiutamente (e con limiti ben individuabili - si veda, per un approfondimento, anche in relazione alla giurisprudenza qui citata, la terza edizione del trattato Riccardo Mazzon, "Rapporti di vicinato", Cedam 2018 -) quali siano i regolamenti locali che possano assurgere a integrativi della disciplina codicistica sulle distanze; sono considerati tali, dalla giurisprudenza, tutti i regolamenti locali che disciplinino la distanza fra costruzioni in modo diverso dal codice civile e ciò a prescindere dalle modalità con le quali tale precetto è formalmente imposto: sia, cioè, che i regolamenti locali stabiliscano la distanza in misura superiore a quella fissata da detto codice; sia che prescrivano particolari modalità di misurazione della distanza stessa, magari con riferimento a determinati rapporti (ad esempio: rapporto altezza-distanza: ma non, naturalmente, le norme che, avendo come scopo principale la tutela d'interessi generali urbanistici, disciplinano solo l'altezza in sé degli edifici, senza nessun rapporto con le distanze intercorrenti tra gli stessi) ovvero a determinati punti tra i quali il distacco deve essere mantenuto (ad esempio: tra fabbricato e fabbricato o, anche, tra fabbricato e confine; così, ad esempio, Cass. civ. Sez. II, 26/04/2017, n. 10304 recentemente precisa che, quando il piano particolareggiato esecutivo prescrive le distanze dal confine, non è consentita - salvo concreta, diversa previsione della norma regolamentare - la costruzione in aderenza, perché dette norme regolamentari sono integrative del codice civile per tutta la loro disciplina, tal che la norma di cui all'art. 873 c.c. cede alla norma regolamentare che, prescrivendo l'osservanza, per le costruzioni, di una determinata distanza dal confine, implica il divieto di costruire in appoggio od in aderenza, in deroga alla disciplina del codice civile).

Quanto a prescrizioni che fissano l'altezza massima dei fabbricati con riferimento alla larghezza degli spazi antistanti (e che debbono considerarsi norme integrative delle disposizioni del codice civile in tema di distanze in quanto, trattandosi si altezza consentita in rapporto ad una distanza prestabilita, tale ultimo termine di riferimento diviene preminente, condizionando l'indice volumetrico dei fabbricati): Cass. 14.2.79, n. 964, GCM, 1979, 2; Trib. Roma 22.6.03, ReGiu, 2005; Cass. 29.3.89, n. 1517, GCM, 1989, 3; Cassazione civile, sez. II, 27/10/2008, n. 25837, Riv. giur. edilizia 2008, 6, 1361.