Interessi protetti - Professionista -  Redazione P&D - 31/07/2020

Rapporti sessuali tra terapeuta e congiunti del paziente

Talvolta la condanna al risarcimento deriva dalle avance operate verso un parente del malato.

È quanto è accaduto in ‘Mazza v. Huffaker’.

Mazza era un paziente il quale aveva trovato sollievo dalla psicosi maniaco- depressiva grazie alle sedute analitiche con il dr. Huffaker.

Il rapporto terapeutico era cresciuto al punto che gli argomenti più inconfessabili erano anch'essi divenuti, nel corso degli incontri, oggetto di conversazione: fra questi soprattutto le difficoltà coniugali del cliente — difficoltà destinate a culminare nel divorzio di Mazza dalla moglie.

 

Una sera — poco dopo la fine del matrimonio — l'uomo si reca nell'abitazione della (ex) consorte e scorge lì vicino la vettura dello psichiatra.

Entrato in casa trova i vestiti di quest'ultimo sparpagliati nel salotto; la porta della camera da letto è chiusa. Immediata la reazione a tutto ciò: l'uomo tenta di uccidere il medico, con un colpo di pistola, che mancherà fortunatamente il bersaglio; segue una violenta colluttazione, nella quale Mazza riporta la peggio, al punto da dover essere ricoverato in ospedale.

Una volta dimesso dalla clinica si accanirà contro la vettura di Huffaker, forandone i pneumatici e sottraendo dalla stessa alcuni effetti personali.

Di qui la causa per danni intentata da Mazza, il quale incolpa di scorrettezza professionale lo psichiatra, costui replicherà accusando, a sua volta, l'ex paziente di violenza privata e lesioni.

 

Giustamente la corte finisce per stigmatizzare la condotta del terapeuta.

Quest'ultimo non aveva calcolato — si sottolineerà — le possibili ricadute dei suoi atti sulla fragile struttura psichica del cliente.  E l'enormità della spregiudicatezza apparirà tale da legittimare l'assegnazione alla vittima dei cosiddetti « danni punitivi » (ben 500 mila dollari) in aggiunta alle altre voci di risarcimento.

 

.Non meno ferma la risposta alle contropretese del medico (il quale puntava a un indennizzo per l'aggressione armata): verrà chiarito come l'azione di Mazza fosse stata innescata dal contegno provocatorio del professionista, il quale si vedrà accordare, a titolo di consolazione, una somma poco più che simbolica.