Ambiente, Beni culturali  -  Animali  -   Redazione P&D  -  28/12/2016

Reati a danno degli animali: serve più attenzione da parte della magistratura - Alessandro Ricciuti

L"assoluzione dei due pastori che nel luglio di due anni fa nel bresciano presero a calci e bastonarono ripetutamente, fino a ucciderlo, un cane meticcio, solleva notevoli interrogativi su quale sia la reale percezione dello status degli animali nella società, al di là della formale definizione quali "esseri senzienti", gettando un"ombra molto lunga sul possibile avanzamento della tutela legale degli animali nel nostro ordinamento.

Una vicenda che aveva scosso profondamente l"opinione pubblica,non soltanto per l"efferatezza del gesto ma anche perché durante le indagini era emerso che più volte i pastori si erano lamentati della scarsa ubbidienza del cane. Il sospetto era quindi che avessero agito per il motivo futile e abietto di "dare una lezione" a un cane un po' problematico. Nel corso del processo, invece, la difesa ha proposto la tesi della risposta necessitata all"aggressione da parte cane, che a sorpresa è stata fatta propria dal giudice che poco prima di Natale ha pronunciato l"assoluzione degli imputati perché il fatto non sussiste, mentre il pm aveva richiesto la condanna alla pena di 1 anno e 11 mesi di reclusione.

In attesa delle motivazioni, si resta interdetti nel notare che non sembrerebbe sia stato tenuto in alcuna considerazione il principio basilare della proporzionalità tra offesa e difesa: se è lecito colpire ripetutamente a bastonate per diversi minuti un cane per rispondere a una presunta aggressione, si apre un pericoloso precedente che potrebbe portare alla disapplicazione della fattispecie di cui all"art. 544-bis c.p. ("Uccisione di animali), che punisce «chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale»

La repressione di questi reati assume una rilevanza non soltanto alla luce della mutata sensibilità verso gli animali ma è anche funzionale a garantire finalità di prevenzione generale, se si considera che uno studio condotto quest"anno nelle carceri italiane ha fatto emergere la chiara correlazione fra maltrattamento e/o uccisione di animali, violenza interpersonale e altri comportamenti devianti, antisociali e/o criminali.

Continua la lettura: https://dirittianimali.eu/assoluzione-dal-sapore-amaro/

Di Avv. Alessandro Ricciuti, Presidente dell"associazione Animal Law.



exsigma