Responsabilità civile - Generalità, varie -  Paolo Cendon - 22/05/2020

Recensione alla nuova opera di Mauro Bussani – L’illecito civile, ESI, 2020

Nell’insegnamento e nei riflessi culturali propri al diritto interno, la responsabilità civile è stata a lungo (e in molti manuali è tuttora) relegata al ruolo di appendice, di protesi di una sistematica che non sempre ha saputo cogliere l’espansione, la diversificazione e la straripante valenza economica delle questioni aquiliane.

Le eccezioni, soprattutto nella storia, ma anche nel presente del nostro diritto ovviamente esistono, e restano tali, ma – come scrive l’autore -, “[L]a renitenza alle chiamate del tempo reca con sé … l’incapacità di intercettarlo come fattore di ordine. Quell’ordine dinamico che, quotidiana minaccia od opportunità per i corpi applicativi, dovrebbe comunque essere matrice e ispirazione del lavoro dello scolaro”, e di Mauro Bussani lo è stata.

 

Come si sa, la responsabilità civile è chiamata ad amministrare porzioni complesse di realtà. Detta complessità deriva dalla varietà di settori, problemi e situazioni suscettibili di ricadere nel campo di applicazione del rimedio risarcitorio.

Ma vi è anche una complessità interna (seppure non propria solo) al diritto della responsabilità. Essa è dettata dalla molteplicità dei formanti che concorrono alla produzione delle regole, dalle loro interazioni reciproche, dalla stratificazione storica di modelli e proposte. Di tali dinamiche, con riguardo all’illecito, questo libro mira a dar conto, scandagliandone le ragioni e gli esiti.

 

Prima ancora di chiarire il perimetro e gli sviluppi minuti del discorso, Bussani si sofferma su alcune questioni la cui importanza è manifesta, ma la cui analisi è talora disattesa. Si tratta delle condizioni di uso delle definizioni circolanti in materia di responsabilità civile, nonché dei margini di operatività che, in questo settore, sono propri, da un lato, al diritto ‘ufficiale’ – ossia quello proveniente dallo Stato, dai suoi organi, e dagli altri pubblici poteri - e, dall’altro lato, alla congerie di attori che, negli studi assicurativi, legali e al di fuori di essi, contribuisce al farsi del diritto della responsabilità.

 

Il prosieguo del libro è dedicato ad offrire chiavi di lettura utili alla comprensione dei meccanismi che presiedono all’amministrazione del diritto italiano della responsabilità civile, e alla responsabilità per dolo o colpa in particolare.

I Capitoli dal 2 al 4 della Parte Prima presentano allora la collocazione del torto civile al cospetto degli altri strumenti, privatistici e pubblicistici, che possono essere attivati di fronte al prodursi (attuale o potenziale) di un danno, collocazione alla luce della quale sono valutate le finalità – spesso solo teoriche -, e le ricette – spesso solo didascaliche - che si vorrebbero proprie e caratterizzanti del rimedio aquiliano.

Sulla base di questi rilievi, le Parti II-IV si incaricano di delineare le condizioni che devono ricorrere affinché la fattispecie di responsabilità si reputi generalmente soddisfatta.

Ecco perché sono analizzati dapprima, nella Parte II, i c.d. elementi oggettivi del torto (il danno e l’ingiustizia), per passare nella Parte III agli aspetti soggettivi (imputabilità prima, canoni di valutazione della colpa e del dolo poi).

Nella Parte IV, è la volta del collegamento che deve necessariamente sussistere fra danno ingiusto e condotta tenuta dall’agente (il nesso causale), nonché delle circostanze il cui ricorrere esclude la possibilità di una condanna risarcitoria, perché sussiste un esimente o perché il diritto al risarcimento del danno è prescritto.

 

Come è noto, pur quando l’indagine sull’ an della condanna si concluda positivamente, resta da determinare il quantum del risarcimento. A costituire l’oggetto della Parte V sono perciò i metodi e i criteri impiegati dalle corti nel quantificare il danno e renderlo oggetto di riparazione. Premesse alcune precisazioni in ordine ai casi in cui il risarcimento si colora di natura indennitaria, sono le direttive generali in materia di valutazione e liquidazione dei pregiudizi aquiliani a essere esaminate, cui segue la considerazione per le regole disciplinanti la riparazione in forma specifica.

 

Così tratteggiati i connotati del nostro sistema, nella Parte VI si guarda oltre i confini nazionali, allargando il compasso della ricerca alle prospettive della responsabilità civile nel contesto europeo. Sono pertanto presentate le attività dei gruppi di studio che contribuiscono al farsi del diritto europeo del torto, quelli che aspirano alla proposizione di regole pensate quale piattaforma giuridica condivisa, e gli altri, che privilegiano l’approfondimento e lo sviluppo della reciproca conoscenza fra le diverse culture giuridiche europee.