Deboli, svantaggiati - Minori, donne, anziani -  Redazione P&D - 02/04/2019

Regole? Si, grazie! - Rosa Palma

Nel mio lavoro di insegnante mi ritrovo, quasi quotidianamente, ad ascoltare e accogliere le esigenze di genitori “in difficoltà” poiché i propri figli non li seguono e lo stesso capita a scuola, dove gli stessi bambini faticano enormemente a seguire le regole condivise.Eppure gli studi pedagogici, le riviste specializzate, ormai accessibili a tutti (anche grazie a Internet) sottolineano la necessità di impartire delle regole sin dalla primissima infanzia . Recenti ricerche delle neuroscienze illustrano come nei piccoli cresciuti senza regole si attivano maggiormente i lobi frontali del cervello, responsabili della produzione del cortisolo (l'ormone dello stress e dell'ansia). Tuttavia sono ancora numerosi i genitori che demandano questo importante e delicato compito all' ingresso dei figli all'asilo nido o alla scuola dell'infanzia. La motivazione è ...”sono ancora piccoli, c'è tutto il tempo per imparare”. Spiace dirlo ma non è così … chi scrive è convinta del fatto che non è mai troppo presto per cominciare a impartire regole ai bambini. Esse sono necessarie anche per una loro crescita emotivamente armonica e serena; servono a “contenerli”,  danno loro sicurezza, facilitano il processo di adattamento alla vita sociale e relazionale. Il bambino senza regole è un bambino disorientato, che non avrà nei genitori il suo punto di riferimento, che si chiuderà al dialogo e  sarà facilmente influenzabile dalle sollecitazioni derivanti dall’ambiente esterno. Credo che la difficoltà maggiore da parte dei genitori di impartire regole ai propri figli piccoli derivi dalla diffusa convinzione che esse siano qualcosa di limitativo. Non è così! La regola fornisce una guida al comportamento del bambino, ma spesso per tenerezza nei loro confronti , per sensi di colpa o per stanchezza si è tentati di lasciar correre. La regola non va confusa con concetti di obbedienza, rispetto, ascolto assoluto; per i bambini essa è uno spazio di libertà: attraverso indicazioni chiare apprendono e riconoscono quando è ora di giocare, di mangiare, di lavarsi i denti, di dormire. Ma vediamo nello specifico come poter fare... Innanzitutto occorre tenere presente che per dare regole non servono punizioni o minacce ma rinforzi  positivi.  Le regole devono inoltre essere: poche, chiare,sostenibili,semplici , vanno calibrate per fasce d'età e vanno sempre corredate dall'esempio concreto da parte dei genitori. È auspicabile che, nel presentarle, i genitori siano sereni e  mostrino soddisfazione quando i bambini compiono progressi, anche se minimi. Può capitare che un bambino trasgredisca le regole mettendo in atto un comportamento provocatorio e, al contempo, una richiesta di attenzione. Il genitore e l'insegnante devono “accogliere” questo disagio con l'ascolto e non con i rimproveri. Serve essere continuativi e armarsi di tanta pazienza! Spesso dobbiamo ripetere sempre le stesse cose. È sicuramente faticoso ma ricordiamoci che nessun bambino apprende regole trasmesse in modo ambiguo.Ultimo accorgimento (ma non meno importante) è il rispetto dei ruoli:i bambini non vanno mai trattati alla pari o come amici, in quanto questo genera in loro confusione e li rende privi di punti di riferimento. Solo riconoscendo l'autorevolezza della figura adulta essi riusciranno a costruire la propria personalità.



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