Interessi protetti - Professionista -  Redazione P&D - 20/12/2019

Responsabilità contrattuale dell'avvocato: il dovere di informare il cliente dei limiti della propria competenza - RM

Quando all’avvocato venga richiesta un’attività di consulenza (parere stragiudiziale, che può essere scritto od orale), il dovere di diligenza impone, tra gli altri, l'obbligo, non solo di dare tutte le informazioni che siano di utilità per il cliente e che rientrino nell'ambito della competenza del professionista, ma anche, tenuto conto della portata dell'incarico conferito di individuare le questioni che esulino da detto ambito: il professionista incaricato dovrà, cioè, informare il cliente dei limiti della propria competenza (ad esempio per esser versato esclusivamente in ambito civile e non in ambito amministrativo; oppure, pur essendo civilista, di non esser particolarmente aggiornato in materia societaria) e fornire gli elementi ed i dati, comunque nella sua conoscenza, per consentire al cliente di prendere proprie autonome determinazioni, eventualmente rivolgendosi ad altro professionista, indicato come competente - si veda, per un approfondimento, anche in relazione alla giurisprudenza qui citata, il trattato "Responsabilità contrattuale e danni risarcibili", Riccardo Mazzon, Giuffré 2019 -.

La definizione dell'ampiezza di questo dovere di informazione - e la conseguente valutazione della diligenza richiesta nell'adempimento - presuppongono che siano, in concreto, individuati gli esatti termini dell'incarico conferito all’avvocato; così, ad esempio, ripetesi, nel momento in cui si ipotizzasse che lo stesso – assunto tributarista ma non ancora “cassazionista” - sia stato incaricato, se non proprio della proposizione di un'impugnazione in Cassazione, comunque di fornire una vera e propria consulenza, sia pure di carattere tecnico e di prima informazione, a seguito dell'esito infausto per il contribuente di un ricorso dinanzi alla Commissione tributaria regionale, è obbligo di diligenza connesso all'incarico di consulenza così conferito quello di informare il cliente - non solo delle ragioni di natura giuridica o tecnico-contabile che stanno a fondamento della sentenza sfavorevole (indubbiamente rientranti nella competenza del avvocato tributarista, in quanto soggetto abilitato al patrocinio dinanzi alle Commissioni tributarie), ma anche - dei rimedi astrattamente esperibili, pur se non praticabili dallo stesso professionista; in altri termini, la sola circostanza che il giovane avvocato tributarista non sia ancora abilitato a promuovere ricorso dinanzi alla Corte di cassazione avverso una sentenza della Commissione tributaria regionale non vale ad escluderne la responsabilità, ove non gli si ascriva (soltanto) tale mancata impugnazione, bensì la mancata ottemperanza all'obbligo di informare il cliente della necessità di rivolgersi ad un avvocato (cassazionista) abilitato, nei tempi previsti dall'ordinamento per impugnare la sentenza.