Interessi protetti - Obbligazioni, contratti -  Riccardo Mazzon - 20/05/2020

Responsabilità contrattuale e danni risarcibili: particolari tipologie di vendita (con riserva di gradimento, a rate, a prova, su campione, su documenti, etc.)

La vendita può effettuarsi “con riserva di gradimento” (da parte del compratore) e, in tal caso, essa non si perfeziona fino a che il gradimento non sia comunicato al venditore; in tal fattispecie, se l'esame della cosa deve farsi presso il venditore, questi è liberato, qualora il compratore non vi proceda nel termine stabilito dal contratto o dagli usi, o, in mancanza, in un termine congruo fissato dal venditore; se la cosa si trova, invece, presso il compratore e questi non si pronunzia nel termine (congruo) fissato dal venditore, la cosa si considera di suo gradimento (il termine entro cui deve essere comunicato il gradimento, in caso di mancata pattuizione, ben può essere determinato dagli usi).

Ulteriormente, la vendita può essere effettuata “a prova”, nel senso che si presume fatta sotto la condizione sospensiva che la cosa abbia le qualità pattuite o sia idonea all'uso a cui è destinata; anche qui, la prova dev’essere eseguita nel termine (e secondo le modalità) stabiliti dal contratto o dagli usi: ne consegue che, se l'esito della prova è negativo, la vendita si risolve automaticamente, senza necessità di fare ricorso alle norme sulla garanzia accordata al compratore per i vizi della cosa a lui venduta e con preclusione di qualsivoglia conservazione del contratto o riduzione del prezzo - si veda, per un approfondimento, anche in relazione alla giurisprudenza qui citata, il trattato "Responsabilità contrattuale e danni risarcibili", Riccardo Mazzon, Giuffré 2019 -.

Ancora, la vendita può esser fatta “su campione”, quando s'intende che questo deve servire come esclusivo paragone per la qualità della merce e, in tal caso, qualsiasi difformità attribuisce al compratore il diritto alla risoluzione del contratto; qualora, però, dalla convenzione o dagli usi risulti che il campione deve servire unicamente a indicare in modo approssimativo la qualità, si può domandare la risoluzione soltanto se la difformità dal campione sia notevole – c.d. “vendita su tipo di campione” -; in ogni caso, l'azione è soggetta alla decadenza e alla prescrizione stabilite dall'articolo 1495 del codice civile.

In ogni caso, per identificare un contratto di vendita “su campione”, ai sensi dell'art. 1522 cod. civ., è necessaria una volontà delle parti espressa nel senso di assumere il campione come esclusivo paragone per la qualità della merce - o così ricostruibile oltre ogni ragionevole dubbio -; in caso contrario, la vendita deve intendersi, ai sensi del secondo comma, “su tipo di campione”, dovendosi ritenere che le parti, come avviene normalmente, abbiano assunto il campione per indicare in modo approssimativo la qualità della merce venduta.

Nella vendita a rate con riserva della proprietà, il compratore acquista la proprietà della cosa col pagamento dell'ultima rata di prezzo, ma assume i rischi dal momento della consegna; la riserva della proprietà è opponibile, ai creditori del compratore, solo se risulta da atto scritto avente data certa anteriore al pignoramento; e se la vendita ha per oggetto macchine e il prezzo è superiore a 15,49 euro, la riserva della proprietà è opponibile anche al terzo acquirente, purché il patto di riservato dominio sia trascritto in apposito registro tenuto nella cancelleria del Tribunale nella giurisdizione del quale è collocata la macchina e questa, quando è acquistata dal terzo, si trovi ancora nel luogo dove la trascrizione è stata eseguita; sono comunque fatte salve le disposizioni relative ai beni mobili iscritti in pubblici registri (peraltro, in caso di vendita di un macchinario, il patto di riservato dominio, anche in assenza della trascrizione nell'apposito registro, è opponibile ai terzi che abbiano acquistato in mala fede o la cui ignoranza della riserva di proprietà sia dipesa da colpa grave).

Si rammenti altresì come, nonostante patto contrario, sia legislativamente previsto che il mancato pagamento di una sola rata, che non superi l'ottava parte del prezzo, non dia luogo alla risoluzione del contratto e il compratore conservi il beneficio del termine relativamente alle rate successive: tale disposizione è prevista dall’articolo 1525 del codice civile nell’ambito del contratto di vendita con riserva di proprietà ed è dettata con esclusivo riferimento a tale fattispecie contrattuale; essa non è, pertanto, suscettibile di applicazione analogica con riguardo ad altre figure negoziali né è invocabile da soggetti diversi dalla parte acquirente, nel cui interesse essa risulta formulata, con la conseguenza che, in diverse ipotesi, la parte alienante, per conseguire la risoluzione del contratto, deve dimostrare la sussistenza delle condizioni di cui agli art. 1186 e 1453 c.c..

Da ultimo, se la risoluzione del contratto ha luogo per l'inadempimento del compratore, il venditore deve restituire le rate riscosse, salvo il diritto a un equo compenso per l'uso della cosa (oltre al risarcimento del danno); qualora si sia convenuto che le rate pagate restino acquisite al venditore a titolo d'indennità, il giudice, secondo le circostanze, può comunque ridurre l'indennità convenuta; detti principi si applicano anche nel caso in cui il contratto sia configurato come locazione e sia convenuto che, al termine di esso, la proprietà della cosa sia acquisita al conduttore per effetto del pagamento dei canoni pattuiti.

Resta comunque inteso come le disposizioni degli artt. 1525 e 1526 cod. civ., concernenti l'inadempimento del compratore e la risoluzione del contratto, hanno la funzione di impedire al venditore di chiedere la risoluzione del contratto oltre i limiti della rilevanza legale dell'inadempimento del compratore per il mancato pagamento del prezzo (come nell'ipotesi di omesso pagamento di una sola rata che non superi l'ottava parte del prezzo), ma non gli impediscono di far valere l'azione contrattuale di adempimento in relazione al bene oggetto del patto di riservato dominio.

Nella vendita su documenti, il venditore si libera dall'obbligo della consegna rimettendo al compratore il titolo rappresentativo della merce e gli altri documenti stabiliti dal contratto o, in mancanza, dagli usi; tale tipo di vendita postula che sia già stato rilasciato il titolo rappresentativo della merce (da parte del depositario o del vettore) e, pertanto, non è configurabile quando il contratto venga concluso prima della formazione di quel titolo

Salvo patto o usi contrari, il pagamento del prezzo - e degli accessori - deve eseguirsi nel momento e nel luogo in cui avviene la consegna dei documenti citati; quando i documenti sono regolari, il compratore non può rifiutare il pagamento del prezzo adducendo eccezioni relative alla qualità e allo stato delle cose, a meno che queste risultino già dimostrate.

Quando la vendita ha per oggetto cose in viaggio - e tra i documenti consegnati al compratore è compresa la polizza di assicurazione per i rischi del trasporto -, sono a carico del compratore i rischi a cui si trova esposta la merce dal momento della consegna al vettore;  tale regola, peraltro, non si applica se il venditore, al tempo del contratto, era a conoscenza della perdita o dell'avaria della merce e le ha in mala fede taciute al compratore.

Nel caso in cui il pagamento del prezzo deve avvenire a mezzo di una banca, il venditore non può rivolgersi al compratore se non dopo il rifiuto opposto dalla banca stessa e constatato all'atto della presentazione dei documenti nelle forme stabilite dagli usi; la banca che ha confermato il credito al venditore può, però, opporgli solo le eccezioni derivanti dall'incompletezza o irregolarità dei documenti e quelle relative al rapporto di conferma del credito: pertanto, il pagamento del credito confermato, eseguito dalla banca a norma dell'art. 1530, secondo comma cod. civ., non è configurabile, nei rapporti tra banca e accreditato, come bonifico accreditato su ordine del compratore, ma costituisce adempimento dell'autonoma obbligazione assunta dalla banca con la conferma del credito.

Particolari regole vigono, inoltre, quanto alla vendita a termine di titoli di credito, nel senso che gli interessi e i dividendi esigibili dopo la conclusione del contratto e prima della scadenza del termine, se riscossi dal venditore, sono accreditati al compratore; qualora la vendita abbia per oggetto titoli azionari, il diritto di voto spetta al venditore fino al momento della consegna; il diritto di opzione inerente ai titoli venduti a termine spetta al compratore; il venditore, qualora il compratore gliene faccia richiesta in tempo utile, deve mettere il compratore in grado di esercitare il diritto di opzione, oppure deve esercitarlo per conto del compratore, se questi gli ha fornito i fondi necessari; in mancanza di richiesta da parte del compratore, il venditore deve curare la vendita dei diritti di opzione per conto del compratore, a mezzo di un agente di cambio o di un istituto di credito; se i titoli venduti a termine sono soggetti a estrazione per premi o rimborsi, i diritti e gli oneri derivanti dall'estrazione spettano al compratore, qualora la conclusione del contratto sia anteriore al giorno stabilito per l'inizio dell'estrazione: il venditore, al solo effetto testé indicato, deve comunicare per iscritto al compratore una distinta numerica dei titoli almeno un giorno prima dell'inizio dell'estrazione; in mancanza di tale comunicazione, il compratore ha facoltà di acquistare, a spese del venditore, i diritti spettanti a una quantità corrispondente di titoli, dandone comunicazione al venditore prima dell'inizio della estrazione; il compratore deve fornire al venditore, almeno due giorni prima della scadenza, le somme necessarie per eseguire i versamenti richiesti sui titoli non liberati; se alla scadenza del termine le parti convengono di prorogare l'esecuzione del contratto, è dovuta la differenza tra il prezzo originario e quello corrente nel giorno della scadenza (salva l'osservanza degli usi diversi); in caso di inadempimento della vendita a termine di titoli, si osservano le norme degli articoli 1515 e 1516 del codice civile (salva, per i contratti di borsa, l'applicazione delle leggi speciali).