Interessi protetti - Obbligazioni, contratti -  Riccardo Mazzon - 28/01/2021

Responsabilità contrattuale e danno risarcibile: il risarcimento in forma specifica, diretto al conseguimento dell'eadem res dovuta

Diversamente dal risarcimento per equivalente, il risarcimento in forma specifica, essendo diretto al conseguimento dell'eadem res dovuta, tende a realizzare una forma più ampia e, di regola, più onerosa per il debitore, di ristoro del pregiudizio dallo stesso arrecato, dato che l'oggetto della pretesa azionata non è costituito da una somma di danaro, ma dal conseguimento, da parte del creditore danneggiato, di una prestazione del tutto analoga, nella sua specificità e integrità, a quella cui il debitore era tenuto in base al vincolo contrattuale: ecco perché la richiesta di risarcimento per equivalente, allorché sia stato originariamente richiesto, in giudizio, il risarcimento in forma specifica, costituisce una semplice emendatio libelli.

Si pensi, per un esempio, al notaio che, chiamato a stipulare un contratto di compravendita immobiliare, ometta di accertarsi dell'esistenza di iscrizioni ipotecarie pregiudizievoli sull'immobile: egli potrà essere condannato al risarcimento del danno, in favore del venditore, in forma specifica, mediante la cancellazione del vincolo, con il pagamento della somma necessaria a tal fine per il compimento delle richieste formalità (a prescindere dal consenso del terzo creditore ipotecario).

D’altra parte, se il danneggiato può chiedere la reintegrazione in forma specifica solo nel caso ciò sia in tutto o in parte possibile, in ogni caso il giudice può disporre che il risarcimento avvenga solo per equivalente, qualora la reintegrazione in forma specifica risulti eccessivamente onerosa per il debitore - si veda, per un approfondimento, anche in relazione alla giurisprudenza qui citata, il trattato "Responsabilità contrattuale e danni risarcibili", Riccardo Mazzon, Giuffré 2019 -.

A tal proposito, ai sensi dell'art. 2058 c.c. - applicabile anche in sede di responsabilità c.d. contrattuale -, si ha eccessiva onerosità quando il sacrificio economico, necessario per il risarcimento in forma specifica, in qualsiasi dei modi prospettabili (incluse, quindi, ad esempio, le riparazioni effettuate direttamente dal danneggiante o la corresponsione delle somme al danneggiato per effettuare dette riparazioni), superi in misura appunto eccessiva, date le circostanze del caso, il valore da corrispondere in base al risarcimento per equivalente.

Così, per fare un tipico e consueto esempio, in caso di domanda di risarcimento del danno subito da un veicolo, il chiedere il ristoro della somma di denaro necessaria per effettuare la riparazione dei danni, significa proporre una domanda di risarcimento in forma specifica; ecco, allora, che se detta somma supera notevolmente il valore di mercato dell'auto, da una parte essa risulta eccessivamente onerosa per il debitore danneggiante e dall'altra finisce per costituire una lucupletazione per il danneggiato: con la conseguenza che, in caso di notevole differenza tra il valore commerciale del veicolo danneggiato ed il costo richiesto delle riparazioni necessarie, il giudice potrà, in luogo di quest'ultimo, condannare il danneggiante al risarcimento del danno per equivalente.