Interessi protetti - Obbligazioni, contratti -  Redazione P&D - 03/04/2020

Responsabilità contrattuale e prova dell'inadempimento e dei danni subiti: nei contratti di locazione, trasporto, vendita - RM

Ai sensi dell'art. 1218 c.c., il debitore che non esegua esattamente la prestazione dovuta sarà tenuto al risarcimento del danno – sempre che danno vi sia -; per impedire tale conseguenza, il debitore potrà, peraltro, provare che l'inadempimento - o il ritardo nell’adempimento - è stato determinato da impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non imputabile - si veda, per un approfondimento, anche in relazione alla giurisprudenza qui citata, il trattato "Responsabilità contrattuale e danni risarcibili", Riccardo Mazzon, Giuffré 2019 -.

Interessanti esempi possono darsi:

- in ipotesi di risoluzione del contratto di locazione per inadempimento del conduttore [dove la responsabilità delineata dall’art. 31 l.n. 392/1978 non ha natura obiettiva ma costituisce una ipotesi speciale di responsabilità da inadempimento, inquadrabile nell’alveo degli art. 1176 e 1218 c.c., di talché la presunzione “iuris tantum” di responsabilità, stabilita dalla legge, può essere superata nel caso in cui l’inadempimento non possa considerarsi colpevole, bensì dovuto ad una causa di forza maggiore], laddove, intervenuto il rilascio del bene locato, la mancata percezione da parte del locatore dei canoni che sarebbero stati esigibili fino alla scadenza convenzionale o legale del rapporto - ovvero fino al momento in cui il locatore stesso conceda ad altri il godimento del bene con una nuova locazione -, non configurerebbe, di per sé, un danno da “perdita subita”, né un danno da “mancato guadagno”, non ravvisandosi, in tale mancata percezione, una diminuzione del patrimonio del creditore-locatore rispetto alla situazione nella quale egli si sarebbe trovato se non si fosse verificato l'inadempimento del conduttore, stante il carattere corrispettivo del canone rispetto alla privazione del godimento; un danno correlato alla mancata percezione del canone dopo il rilascio può, invece, sempre secondo la medesima giurisprudenza, configurarsi se, per le concrete condizioni in cui si trova l'immobile, la restituzione del bene non abbia consentito al locatore di poter esercitare, né in via diretta né in via indiretta, il godimento di cui si era privato concedendo il bene in locazione, commisurandosi in tal caso la perdita al tempo occorrente per il relativo ripristino, quale conseguenza dell'inesatto adempimento dell'obbligazione di rilascio, nei sensi dell'art. 1590 cod. civ.;

- nell'ambito del contratto di trasporto e custodia valori, ove la consegna delle chiavi della cassaforte determina il perfezionarsi di un ordinario contratto di deposito, dal quale scaturiscono le relative obbligazioni a carico delle parti: anche in tal caso, pertanto, oltre all'obbligazione tipica del vettore, sorge l'obbligo di custodia tanto delle chiavi che dei valori immessi nella cassaforte e, in caso di furto della cosa depositata, il depositario non è esente da responsabilità ove si limiti a dimostrare di avere usato nella custodia la diligenza del buon padre di famiglia prescritta dall'art. 1768 cod. civ., ma deve provare, a mente dell'art. 1218 cod. civ., che l'inadempimento sia derivato da causa a lui non imputabile;

- nel caso del venditore di pezzi di ricambio che si sia obbligato a mettere a disposizione il suo personale specializzato e sia chiamato a sostituire una parte guasta di un impianto complesso: egli deve montare il pezzo nuovo con diligenza e perizia tali che l'impianto nel suo complesso funzioni, eventualmente cercando le cause dirette e indirette che hanno prodotto il guasto stesso; per tal motivo, va ritenuta la responsabilità di un venditore e installatore chiamato a sostituire un compressore guasto poiché, oltre a sostituire il compressore, avrebbe dovuto anche verificare l'idoneità dell'intero impianto di refrigerazione e, dunque, dimostrare di aver controllato l'impianto elettrico - poi risultato guasto - che mantiene caldo l'olio all'interno del compressore.

Ancora, si pensi al caso di vendita di titoli del debito pubblico negoziati come genuini che, una volta individuati, risultino essere falsi: tale vendita non è nulla, ma è inadempiuta per consegna di "aliud pro alio", con la conseguenza che l'acquirente ha azione di risarcimento del danno ai sensi dell'art. 1218 cod. civ. verso l'alienante; si pensi, altresì, alle convenzioni urbanistiche stipulate ai sensi della legge 6 agosto 1967, n. 765, che consentono l'esercizio in forma contrattata dei poteri autoritativi di controllo dell'attività edilizia, anche sotto forma d'impegno ad un futuro atto di esercizio del potere di pianificazione urbanistica, conservano il loro carattere contrattuale, con la conseguenza che, in caso di risoluzione per inadempimento della P.A., il privato ha diritto al risarcimento dei danni che, sebbene non commisurabili alle utilità che egli si poteva aspettare da una puntuale esecuzione della convenzione, comprendono il costo delle opere di urbanizzazione inutilmente eseguite in forza della convenzione inadempiuta, in quanto funzionalmente collegate alla programmata edificabilità dell'area, come effetto ripristinatorio della situazione antecedente alla conclusione del contratto, stante la regola della retroattività della risoluzione; da ultimo, si consideri la costituzione del fondo patrimoniale, opponibile ai terzi solo in quanto sia stata annotata a margine dell'atto di matrimonio, in quanto la trascrizione imposta per gli immobili dall'art. 2647 c.c. risponde ad una funzione di pubblicità-notizia e non sopperisce al difetto di annotazione nei registri dello stato civile, che non ammette deroghe o equipollenti, restando irrilevante la conoscenza che i terzi abbiano acquisito altrimenti del vincolo di indisponibilità: incorrono pertanto in responsabilità a diverso titolo, il notaio rogante ex art. 1218 c.c., l'Ufficiale di Stato Civile ex art. 2043 c.c., ed il Comune ex art. 2049 c.c., che non abbiano reso tempestivamente opponibile la costituzione del fondo patrimoniale esponendo i beni in esso confluiti alle manovre creditorie di terzi.