Responsabilità civile - Causalità -  Angelo Marra - 02/10/2017

Responsabilità della Scuola: la rampa nel Cortile non è pericolosa - Cass. 22800/2017

La sentenza della Suprema Corte di Cassazione del 29 settembre 2017 n. 22800/2017 è interessante per due profili. A questi si aggiungerà una piccola considerazione di carattere sistemico.

1 La Corte accoglie, in ambito scolastico e per le relazioni scuola-famiglia-alunno,  la teorica del contatto sociale che pure la legge Gelli-Bianco ha, per così dire, "messo in soffitta" nel più rilevante ambito di applicazione , cioè la responsabilità medica.

Ne viene che, mentre in quel settore la legge esclude la ricostruzione del Contatto Sociale tra medico e paziente, per quel che riguarda i rapporti tra insegnante e studenti ( e loro familiari), il meccanismo in parola  continua - per la SC - a funzionare.

Sarà interessante notare se questa ricostruzione,  continuerà as essere accettata visto il suo abbandono ope legis nel suo campo d'elezione.

2 La Corte chiarisce che la rampa di accesso per gli studenti disabili - nel caso di specie -  collocata in un cortile,  non è un elemento pericoloso idoneo a fondare la responsabilità della scuola nei confronti dell'alunno che si sia cagionato dei danni all'interno del cortile medesimo.

Che, anzi , la rampa di accesso in questione è elemento strutturalmente obbligatorio degli spazi scolastici. Dunque, la rampa -  costruita a regola d'arte - doveva stare lì e nessuna censura può essere mossa nei confronti dell'istituto scolastico.

3 La considerazione che sorge spontanea è la seguente: rattrista che i ricorrenti abbiano pensato di poter qualificare la rampa di accesso come un " qualcosa in più", che non doveva essere presente, e tale da causare danni al figlio. B

ene ha fatto il supremo Collegio a sancire chiaramente che le rampe predisposte per favorire l'accessibilità non sono un elemento estraneo agli edifici pubblici!

Fin quando, di fronte a qualcosa di diverso da uno scalino, ci si domanderà se per caso  esso non sia un elemento pericoloso - presumendo l'intrinseca qualità negativa dell'elemento architettonico in questione - l'effettiva accessibilità dei luoghi anche per le persone disabili sarà una chimera:il problema è essenzialmente culturale, di fronte a ciò ci saranno sempre "resistenze" di chi teme che, predisponendo una rampa, potrà essere trascinato in tribunale per danni a terzi.

Bene ha fatto, La Corte di Cassazione ad escluderlo: ciò può servire a creare una cultura dell'accessibilità e a fugare timori che sono - in realtà- pretestuosi.