Malpractice medica - Malpractice medica -  Redazione P&D - 19/11/2019

Responsabilità medica e delle strutture sanitarie: ancora sulle linee guida ministeriali (legge 24/17, "Gelli") - RM

Fermo restando che la scelta (operata dal legislatore con la legge n. 24/2017) di introdurre in argomento la distinzione colpa lieve/colpa grave è da ritenersi scelta nefasta - si veda, per un approfondimento, anche in relazione alla giurisprudenza qui citata, il trattato "Responsabilità contrattuale e danni risarcibili", Riccardo Mazzon, Giuffré 2019; cfr., in particolare, la nota 80 del capitolo terzo - e foriera di irrisolvibili incomprensioni, può, allo stato, osservarsi, con la giurisprudenza più recente, che l'istruttoria dibattimentale non può essere disancorata dall'acquisizione delle linee guida ministeriali alle quali la condotta del medico dovrebbe conformarsi, soprattutto alla luce della novella legislativa intervenuta con l'art. 5, legge n. 24/2017 (così Cassazione penale, sez. IV, 16/11/2018, n. 412, Diritto & Giustizia 2019).

A tal proposito, anche Cassazione penale, sez. IV, 16/10/2018, n. 49884, CED Cass. pen. 2018 risolve nel senso che, in tema di responsabilità medica, poiché con la legge 8 marzo 2017, n. 24, il legislatore ha inteso costruire un sistema istituzionale, pubblicistico, di regolazione dell'attività sanitaria, che ne assicuri lo svolgimento in modo uniforme e conforme ad evidenze scientifiche controllate, rappresentate dalle linee guida, è viziata la motivazione della sentenza che abbia recisamente escluso la rilevanza di queste ultime per non aver l'imputato soddisfatto il relativo onere di allegazione. Cassazione penale, sez. IV, 22/06/2018, n. 37794 (CED Cass. pen. 2018, Arch. giur. circol. e sinistri 2018, 10, 799), precisa ulteriormente che la motivazione della sentenza di merito deve: (1) indicare se il caso concreto sia regolato da linee-guida o, in mancanza, da buone pratiche clinico-assistenziali; (2) valutare il nesso di causa tenendo conto del comportamento salvifico indicato dai predetti parametri; (3) specificare di quale forma di colpa si tratti (se di colpa generica o specifica e se di colpa per imperizia, o per negligenza o imprudenza); (4) appurare se ed in quale misura la condotta del sanitario si sia discostata da linee-guida o da buone pratiche clinico-assistenziali. Cassazione penale, sez. IV, 22/06/2018, n. 47748 (Guida al diritto 2018, 47, 76), inoltre, avverte che, in materia di responsabilità professionale del medico, il disposto dell'articolo 590-sexies, introdotto dalla legge 8 marzo 2017 n. 24 (cosiddetta "legge Gelli-Bianco") è subordinato, nella sua operatività all'emanazione di lenee-guida "come definite e pubblicate ai sensi di legge": la norma richiama, infatti, l'articolo 5 della stessa legge, che detta un articolato iter di elaborazione e di emanazione delle linee-guida, di guisa che, in mancanza di lenee-guida approvate ed emanate mediante il procedimento di cui al citato articolo 5, non può farsi riferimento all'articolo 590-sexies de codice penale, se non nella parte in cui questa norma richiama le "buone pratiche clinico-assistenziali"; ne deriva che la possibilità di riservare uno spazio applicativo all'articolo 590-sexies del codice penale è ancorata all'opzione ermeneutica consistente nel ritenere che le linee-guida attualmente vigenti, non approvate secondo procedimento di cui all'articolo 5 della legge n. 24 del 2017, possano venire in rilievo, nella prospettiva delineata dalla norma in esame, come buone pratiche clinico-assistenziali (opzione ermeneutica non agevole ove si consideri che le linee guida differiscono notevolmente, sotto il profilo concettuale, prima ancora che tecnico-operativo, dalle buone pratiche clinico-assistenziali, sostanziandosi in raccomandazioni di comportamento clinico sviluppate attraverso un processo sistematico di elaborazione concettuale, volto a offrire indicazioni utili ai medici nel decidere quale sia il percorso diagnostico terapeutico più appropriato in specifiche circostanze cliniche: esse consistono, dunque, nell'indicazione di standards diagnostico-terapeutici conformi alle regole dettate dalla migliore scienza medica, a garanzia della salute del paziente e costituiscono il condensato delle acquisizioni scientifiche, tecnologiche e metodologiche concernenti i singoli ambiti operativi, e, quindi, si sostanziano in qualcosa dimolto diverso da una semplice buona pratica clinico-assistenziale). Si veda anche Cassazione penale, sez. un., 21/12/2017, n. 8770, Cassazione Penale 2018, 5, 1452, Diritto & Giustizia 2018, Rivista Italiana di Medicina Legale (e del Diritto in campo sanitario) 2018, 1, 327, Guida al diritto 2018, 12, 13, Riv. pen. 2018, 4, 338, Ridare.it, Foro it. 2018, 4, II, 217, Foro it. 2018, 6, II, 366, Guida al diritto 2018, 12, 40, Arch. giur. circol. e sinistri 2018, 4, 299, Responsabilita' Civile e Previdenza 2018, 3, 873, Rass. dir. farmaceutico 2018, 3, 578.