Cultura, società - Opinioni, ricerche -  Luigi Trisolino - 17/08/2020

Restiamo fluidi per essere radicati nel divenire

Scrivo, parlo, mi confronto.
Per la certezza del limite del rispetto dei diritti umani, così come riconosciuti dal diritto internazionale del mare, alla sfera di libertà dell’atto politico come atto libero nel fine; per il riconoscimento e la promozione di soggetti sovranazionali ed internazionali che rispettino e facciano respirare i diritti delle persone in carne ed ossa, senza irragionevoli distinzioni di sesso, etnia, religione e opinioni filosofiche; per lo “ius soli”, per una normativa certa e adeguata a livello eurounionale affinché si legalizzino i corridoi umanitari fra gli Stati, a sostegno delle idee insite nelle campagne “Ero straniero” e “Welcoming Europe”. Per il non finanziamento diretto ed indiretto dei Paesi che violano i diritti umani, come per esempio la Libia e la sua pseudo-guardia costiera corrotta dai sistemi disumani dei campi di concentramento e di tortura.
E, ancora, per una legale disobbedienza civile al liberticida ed antisecuritario regime cinese, per Hong Kong libera e indipendente secondo il diritto internazionale convenzionale e secondo le tradizioni liberali nonché democratiche, per l’obbedienza civile al diritto internazionale e al principio secondo cui i patti vanno rispettati.
Per l’unione di laicisti e credenti di tutti i culti in un fronte neopersonologico di garanzia dei diritti umani, civili, politici. Per tutte queste ragioni condivido alcuni passi evangelici forieri di segnali indicativi in ogni epoca, per ogni essere umano pensante e vibrante, per ogni dimensione individuale, sociale e normativa.
“Venite, benedetti del padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per Voi, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, ero in carcere e siete venuti a trovarmi. (…) Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me. (…) Venite a me, oh Voi che siete afflitti e stanchi … il mio giogo è dolce e il peso mio leggero”. Dal sempre attuale Vangelo secondo Matteo alle esigenze della nostra contemporaneità vivida.
Restiamo socialmente fluidi per essere radicati nel divenire.


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