Diritto commerciale - Impresa, società, fallimento -  Paolo Basso - 07/03/2018

Revocato l’accomandatario, si può nominare l’amministratore provvisorio di S.a.s. – Trib. Biella Ord. 18-12-2017

Il Tribunale di Biella, con l’ordinanza in epigrafe, interviene su temi delicati e dibattuti sia in dottrina sia in giurisprudenza.

Il primo: è possibile accertare incidentalmente la genuinità o meno di un documento in sede di procedimento d’urgenza ex art. 700 c.p.c. mediante la querela di falso o la verificazione giudiziale?

Il Tribunale risponde negativamente ritenendo incompatibile tale articolata attività e le esigenze di celerità del procedimento d’urgenza, peraltro facendosi carico di specificare anche che tale impossibilità non determina un vulnus delle prerogative difensive della parte che subisce la produzione documentale non autentica o non veritiera, posto che l’accertamento potrà essere invocato in un autonomo e successivo giudizio di merito ha cognizione piena.

Il secondo: è possibile revocare il socio amministratore di società di persone ex art. 2259 c.c. con provvedimento d’urgenza ex art. 700 c.p.c.?

Il Tribunale risponde positivamente, aderendo, peraltro, all’opinione dominante secondo cui la revoca dell’amministratore di società di persone può disporsi in via d’urgenza, non essendo applicabile a tali società lo speciale procedimento previsto  dall’art. 2409 c.c. (Trib. Napoli 14/3/1996; Trib. Biella 8/1/2001; Trib. Padova 13/7/2003; Pret. Genova 19/4/1989; Trib. Napoli 17/6/1992; Trib. Prato 26/4/1995; Trib. Bari 15/5/2007; Trib. Agrigento 2/4/2015; Trib. Santa Maria Capua Vetere 15/11/2004; Trib. Perugia 17/4/1996; Trib. Cassino 28/10/2000; Trib. Prato 26/4/1995; in dottrina fra gli altri, G. Garesio, in La società in generale, Le società di persone, a cura di G. Cottino, Torino, 2014, pag. 557), restando così salvaguardato il carattere residuale della tutela atipica d’urgenza e, conseguentemente, la sua ammissibilità.

Ma il Tribunale pone l’accento, anche, su un aspetto peculiare della fattispecie, laddove specifica che l’ammissibilità della tutela d’urgenza è ravvisabile anche in ragione del fatto che la provvisorietà intrinseca degli effetti del provvedimento impone che l’amministratore non sia già revocato bensì, piuttosto, meramente sospeso.

È ben vero che, nel panorama dottrinale, è reperibile anche la contraria opinione che prevede la possibilità di revoca ma il provvedimento in commento si discosta da tale opinione, ritenendo che essa tralasci di considerare che il provvedimento di revoca, previsto dall’art. 2409 c.c., non possa essere considerato provvisorio bensì essenzialmente decisorio, non dovendo fare ad esso seguito un giudizio di merito sugli addebiti mossi all’amministratore revocato.

Il profilo, in verità, meriterebbe un ulteriore approfondimento in ragione del fatto che l’art. 669 octies c.p.c. dispone che, in caso di accoglimento della tutela d’urgenza, non è necessario instaurare la succedanea causa di merito, in mancanza della quale il provvedimento consolida i suoi effetti, acquisendo carattere definitivo.

Il terzo: è possibile, una volta revocato il socio amministratore di società di persone, nominare un amministratore provvisorio?

Anche qui il Tribunale risponde positivamente in applicazione del combinato disposto degli artt. 2319 e 2323 comma 2° c.c., norme ritenute non eccezionali e quindi suscettibili di applicazione analogica.

Viene giudicata “eccessiva” la conseguenza alternativa che si verificherebbe qualora tale possibilità venisse negata: ossia lo scioglimento della società per sopravvenuta mancanza dell’unico amministratore. Il che, secondo la saggia decisione del giudice biellese, appare in contrasto con l’interesse, perseguito dalla stessa normativa codicistica, alla conservazione della società e dell’attività imprenditoriale.

Di conseguenza il provvedimento in rassegna si discosta, consapevolmente e motivatamente, dall’orientamento della giurisprudenza di legittimità espresso con la risalente pronuncia n. 12732 del 28/11/1992.