Cultura, società - Opinioni, ricerche -  Paolo Cendon - 29/03/2020

Rifiorire

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Sto impostando questo mio nuovo libro sul ‘RIFIORIRE’ – titolo provvisorio – ma non è facile.

Dovrebbe essere una cosa saggistica, con dentro tante storie. Con del diritto, ma non soltanto. L’idea appunto è che qualche volta ci capita nella vita qualcosa che ci butta giù, che ci fa andare sotto, ma poi ci succede qualche altra cosa che ci riporta su.

Magari non torniamo allo stesso punto di prima, a volte il punto di arrivo è una situazione abbastanza diversa – nella sostanza, nei luoghi, con le persone - dalla precedente.

In certi casi ce la facciamo da soli, può succederci però di dover essere aiutati.

A che punto sono? Ho impostato la griglia di massima dei capitoli; ora devo metterci i vari passaggi, decidere dove, evitare i doppioni, riempire i vuoti. Sono all’inizio.

Sembra una cosa nata col corona virus, in realtà l’idea mi frullava per la testa da vari mesi. Non parlerò tanto – lo so già - delle ipotesi classiche di rifioritura: adozioni, riabilitazione, carcere, affidi, droga, alcol, gioco d’azzardo.

Ci metterò dentro un po’ di tutto: scuola, amministrazione di sostegno, pedofilia, disabilità, responsabilità civile, il progetto esistenziale di vita, violenze, omosessualità, medicina, amore …

Per le storie avrei già pensato di usare quello che trovo, non solo diritto, anche intrecci presi da film, da libri, cose inventate, cose che ho già scritto, cose autobiografiche …

Frank Sinatra che grazie all’amore di Kim Novak riesce a uscire dall’eroina nell’”Uomo dal braccio d’oro”, l’avete visto?

I protagonisti del mio ultimo romanzo, ‘Ina’, che s’incontrano in modo strano all’inizio, un po’ ciancicati entrambi, e poi fanno un lungo pezzo di strada insieme (lo pubblicherà l’editore Aliberti).

Credo che ci saranno anche Anna Frank col suo diario, l’Enfant sauvage di Truffaut, il Filo del rasoio di Maugham, mio padre, il danno esistenziale, Burt Lancaster coi suoi uccellini, Rashomon anche qui, Franco Basaglia, Paul Gauguin …

Ce la farò?