Deboli, svantaggiati - Deboli, svantaggiati -  Andrea Castiglioni - 28/02/2018

Riflessione insolita sull'incontro di Reggio Emilia, 24.02.2018

Il Progetto di Vita e i genitori alla ricerca della serenità nel sapere come sarà il futuro per il loro figlio quando non ci saranno più. Questi sono alcuni degli argomenti che dominavano la giornata di Reggio Emilia. Ma il ruolo decisivo ce l’aveva il Comune, in particolare l’Ufficio dello Stato civile, che andrà a ricevere e protocollare i Progetti di Vita provenienti dai reggiani.

Dobbiamo essere grati al coraggioso e lungimirante Comune di Reggio Emilia, che dovrebbe essere di esempio per tutti. Speriamo che tanti altri lo seguiranno, almeno fino a quando non verrà votata una legge sul punto.

Ma è da qui che sorge una riflessione insolita: il Comune come depositario di Progetti e di speranze.

Nell’immaginario di molti, il Comune è visto in cattiva luce. È l’abitudine italica che non perdona la cosa pubblica; ecco perchè è spesso bollato in molti modi negativi. Per alcuni è dispensatore di lavoro sicuro, di posto fisso. Ma solo per pochi eletti, quelli che hanno avuto la "raccomandazione giusta" o hanno "l'amico giusto". È piazzatore di persone; sistematore di famiglie. Immagine molto deprimente e ingiusta.

Per altri è un’entità avida che richiede il pagamento di tasse e imposte. Alla frase “devo andare in Comune” si pensa sempre a qualcosa di brutto: non è stata pagata la tassa rifiuti; hanno negato la licenza; hanno emesso una sanzione per un tal commerciante. Insomma, solo rogne.

Per altri è esempio per antonomasia di inefficienza, dove un certificato di residenza viene fatto sudare in ore di coda mentre dall’altra parte della scrivania i dipendenti se ne fregano di te.

È un peccato che la Casa comunale, sia di una città che di un paesello di 5.000 abitanti, abbia questa brutta fama. Ma non ci interessa se a torto o ragione; in alcune occasioni ci saranno sicuramente delle ingiustizie e delle inefficienze. Non è questo il punto.

Il Progetto di Vita è l’occasione per ogni funzionario ed ogni sportello comunale di trovare riscatto. Sarà necessaria sinergia per lavorare insieme, così da confezionare nel modo corretto il testo che andrà ad essere registrato presso il Registro dello Stato civile. Ecco, quindi, che il funzionario diventerà – o potrà diventare – non più un nemico invidiato ma un complice. Sarà anche grazie a lui, grazie al suo impegno e disponibilità, che i genitori otterranno serenità e pace. Non più solo tasse, sanzioni, imposte, uffici tecnici o responsabili dei commercianti. Iniziare il percorso per redigere il Progetto di vita significa lavorare spalla a spalla, magari anche per poco, per un fine comune che conduce alla pace.

Grande occasione di riscatto per ogni amministrazione comunale. Non so perchè, ma lo trovo una cosa bellissima.