Malpractice medica - Malpractice medica -  Stefano Rossi - 19/01/2018

Rovesciamento dell'agenda di vita e risarcimento del danno al minore e ai suoi genitori - Trib. Potenza 1 dicembre 2017

Il Tribunale di Potenza nella sentenza annotata affronta un caso di nascita indesiderata, determinata da un presunto errore sanitario in fase di trattamento neonatale che ha avuto conseguenze catastrofiche sulle condizioni di salute del neonato e quindi sull’ agenda di vita dei sui genitori, citando una bella immagine di Paolo Cendon.

Il Tribunale si premura di chiarire il titolo di responsabilità addebitabile alla struttura ospedaliera, riferendosi alla consolidata giurisprudenza di legittimità che ha costantemente configurato la responsabilità della struttura sanitaria come di natura contrattuale, trovando fondamento nella legge n. 833 del 1978, sul rilievo che l'accettazione del paziente, ai fini del ricovero (o di una visita ambulatoriale), comporta la conclusione di un contratto ed in particolare di un contratto atipico cd di spedalità e nel cd. contatto sociale che fa sorgere a carico della casa dell'ente ospedaliero pubblico, in aggiunta alla prestazioni di carattere terapeutico, altresì obblighi lato sensu alberghieri, di messa a disposizione del personale medico ausiliario, di quello paramedico e dell'apprestamento di tutte le attrezzature necessarie, anche in vista di eventuali complicazioni (cfr. Cass. 19 febbraio 2013 n. 4030, Cass., sez. un., 11 gennaio 2008 n.577, Cass. sez.un., 1 luglio 2002, n. 9556; nel merito, da ultimo, Trib. Napoli 06/02/2017 n. 1498, Trib. Bologna 24/01/2017) conseguendone, coerentemente, come il regime di responsabilità sia disciplinato dall'art. 1218 c.c.: l’affermata natura contrattuale della responsabilità dell’ente ospedaliero non è venuta meno nemmeno a seguito dell’entrata in vigore della legge n. 189/2012 (cd Legge Balduzzi e negli stessi termini si è espressa anche la recentissima legge n. 24 del 2017(Riforma della responsabilità sanitaria) che ribadisce come la struttura sanitaria risponda ai sensi degli artt. 1218 e 1228 c.c. nel mentre afferma che i sanitari rispondano del loro operato in base all'art. 2043 c.c. (ovvero in base alla disciplina della responsabilità extra - contrattuale) a meno che non abbiano agito nell'adempimento di una obbligazione direttamente assunta con il paziente.

Ne consegue, ai fini del riparto dell'onere probatorio, che l'attore deve limitarsi a provare l'esistenza del contratto (o il contatto sociale) e l'aggravamento della situazione patologica (o dell'insorgenza di nuove patologie per effetto dell'intervento), nonché il relativo nesso di causalità con l'azione o l'omissione dei sanitari, restando a carico dell'obbligato la dimostrazione dell'assenza dì colpa ossia la prova che la prestazione professionale sia stata eseguita in modo diligente e che quegli esiti siano stati determinati da un evento imprevisto e imprevedibile ossia, in altri termini, l'attore - danneggiato è esonerato dal provare la negligenza del sanitario potendosi, infatti, limitare ad allegare condotte imperite attive od omissive del medico, quali species dell'inadempimento agli obblighi assunti con il contatto negoziale ovvero con il cd "contratto di spedalità", consistenti nella prestazione di assistenza diagnostica e terapeutica (o altro tipo di intervento assistenziale) laddove, per contro, costituisce onere del medico provare che l'inadempimento è stato dovuto a causa non imputabile a propria negligenza o imperizia.

Nel merito, il giudice rileva, come all'esito della istruttoria condotta, lo stato clinico, di cui il minore risulta tutt'ora affetto, è eziologicamente riconducibile ad un duplice profilo di responsabilità professionale (medica) tanto omissivo quanto commissivo. All’accertamento del nesso causale materiale, passaggio logicamente e cronologicamente precedente all'accertamento della colpa, si è proceduto ad accertare che la condotta del sanitario era risultata contraria alle leges artis.

Circa la quantificazione del danno alla salute patito dal paziente, il giudice ha ritenuto di commisurarlo e determinarlo in base alle cd "Tabelle di Milano", di generalizzata applicazione come strumento di valutazione equitativa del pregiudizio non patrimoniale di cui agli artt. 1226 e 2056 c.c. anche al fine di garantire uniformità di trattamento sul territorio nazionale ex art. 3 Cost. (Cass. 9556/2016 e Cass. 8045/2016). Nel determinare il risarcimento si è ritenuto di valorizzare la massima personalizzazione (ovvero pari al 50%) quest'ultima in ragione a) delle condizioni soggettive del danneggiato ed in particolare della sofferenza interiore soggettiva sul piano emotivo, del peggioramento delle condizioni e abitudini della vita quotidiana anche in ambito relazionale e/o domestico ovvero nel compimento degli atti e delle attività della vita quotidiana più semplici; b) della concreta gravità del fatto in termini di inadempimento degli obblighi di cura particolarmente accentuato in ragione della fase neo - natale in cui il paziente ha patito il danno tanto da richiedere una diligenza nell'esecuzione del trattamento terapeutico ed una perizia nella diagnosi particolarmente elevate stante la condizione di estrema vulnerabilità del paziente sotto il profilo anagrafico considerati, poi, gli effetti realmente prodottisi, tra cui l'esito cicatrizzante esteso e visibile tutt'ora seppur in forma molto più tenue.

Circa poi il danno morale subiettivo di natura meramente emotiva sotto forma di patema interiore o perturbamento psichico da riconoscersi ai genitori, il giudicante - senza discostarsi dall'unitarietà della categoria dei danni non patrimoniali inerenti alla persona non suscettibili di sottodivisioni – ha sottolineato come esso possa assurgere a bene della vita autonomo quale più profonda espressione dell'integrità morale e biologica della persona desumibile dall'art. 2 Cost. in relazione all'art. 1 della Carta di Nizza contenuta nel Trattato di Lisbona, ratificato dall'Italia con legge 2 agosto 2008, n. 130 (Cass. 3 ottobre 2013 n. 22585), dovendo essere liquidato con criterio equitativo che tenga conto di tutte le circostanze del caso concreto volte ad una valutazione personalizzata.