Pubblica amministrazione - Pubblica amministrazione -  Alceste Santuari - 22/01/2018

Sì al controllo analogo pluripartecipato – Cons. St. n. 182/18

Una società contestava la delibera di un comune che aveva assegnato il servizio di igiene urbana ad una società in house, cui il comune aderiva in minima parte, contestando l’assenza di uno dei requisiti c.d. “Teckal”, ossia il controllo analogo (cfr. https://www.personaedanno.it/articolo/il-controllo-analogo-pluripartecipato-deve-essere-effettivo-tar-lombardia-247416-alceste-santuari).

Il Consiglio di Stato, Sez. V, con sentenza n. 182 del 15 gennaio 2018, a seguito di apposito appello presentato dal comune, ha ribadito quanto segue:

-) la società pubblica affidataria si configura quale modello in house providing

-) poiché l’affidamento oggetto della controversia è relativo ad un periodo precedente all’entrata in vigore del d. lgs. n. 50/2016, la causa può essere interpretata alla luce delle previsioni dell’art. 12, direttiva 2014/24/UE

-) si tratta dell’articolo da cui si può desumere la possibilità che più enti locali esercitino in forma congiunta il controllo analogo sulla società affidataria di un servizio di interesse generale

-) il controllo analogo deve essere verificato secondo un criterio sintetico e non atomistico, “sicché è sufficiente che il controllo della mano pubblica sull’ente affidatario, purché effettivo e reale, sia esercitato dagli enti partecipanti nella loro totalità, senza che necessiti una verifica della posizione di ogni singolo ente”

-) è necessario che l’attività della società affidataria (come nel caso oggetto della controversia) sia limitata allo svolgimento dei servizi pubblici nel territorio degli enti soci e che la medesima attività avvenga a beneficio dei medesimi enti

-) gli organi statutari della società devono essere composti da rappresentanti di tutti gli enti

-) gli enti soci devono esercitare un’influenza dominante sia sugli obiettivi strategici che sulle decisioni importanti della società affidataria

-) un organo, denominato “Assemblea di coordinamento e controllo intercomunale”, cui tutti gli enti locali affidatari partecipano con paritario diritto di voto indipendentemente dall’entità della partecipazione societaria, può essere considerato un requisito legittimante l’esercizio del controllo analogo

-) a ciascun comune è riconosciuto dallo statuto della società un set di poteri propulsivi nei confronti del Consiglio di amministrazione, nonché poteri di veto

-) rispetto al modello societario di diritto comune, all’assemblea è riconosciuto un potere maggiore rispetto al consiglio di amministrazione, che consiste tra l’altro anche nella formulazione di indirizzi vincolanti nell’elaborazione del piano industriale

In ultima analisi, la Sezione ha ritenuto che gli enti comuni soci, anche di minoranza, nella società affidataria siano in grado di esercitare in forma congiunta un controllo analogo riferito sia agli obiettivi strategici da realizzarsi da parte del veicolo societario sia sulle decisioni significative. Si tratta di un’influenza che tutti gli enti locali partecipanti e committenti esercitano sulla società in forma congiunta.

La sentenza de qua – ancora una volta – conferma la bontà del modello in house providing, finanche nella sua versione “plurima”, attraverso la quale è possibile realizzare sinergie e forme di concertazione territoriale tra diversi enti locali interessati ad un ambito specifico di servizi di interesse generale.