Cultura, società - Opinioni, ricerche -  Paolo Cendon - 06/01/2018

Scott Fitzgerald e la ragazza più carina

Ho visto in questi giorni il film (“Genius”) sulla storia dei rapporti fra Tom Wolfe e il suo editor Maxwell Perkins, ottant’anni fa o quasi. Film che complessivamente definirei “scemo”.

C’è una cosa che mi è venuta in mente però.

A un certo punto c'’è, nel film, una scena fra Wolf e e Scott Fitzgerald, in cui quest’ultimo (impersonato da Guy Pearce, che non gli assomiglia per niente, ma che è al solito bravissimo) sgrida Wolfe per le sue intemperanze verso Maxwell, e poi confessa mestamente: “Il mio ‘Di qua dal paradiso’ non viene più ristampato da quest’anno. ‘Gatsby’ l’'anno scorso mi ha reso due dollari e cinquanta”. Eravamo nel 1935 più o meno!

Mi sono consolato  e depresso - pur senza fare paragoni – allo stesso tempo. Penso di essere l’unico in Europa ad aver letto “Di qua del paradiso”, che del resto è un libro mediocre: se penso ai best seller  in Italia in questo momento .. se penso alle recensioni, per qualsiasi libro, sempre entusiastiche, lodi sperticate, che leggo sul Corriere io sulla Repubblica da decenni …mi verrebbe da fare come Gesù nel tempio .. (devo avere qualche problema in questo periodo).

C’è una cosa che ricordo però, e tanto mi basta; la battuta che un personaggio di This Side of Paradise pronuncia a un certo punto, suona pressapoco così: “Mi mancavano le due qualità fondamentali, un fisico magnetico e un mucchio di denaro; avevo però due buoni sostituti, una faccia simpatica e un bel modo di fare: la ragazza più carina era sempre la mia”.

Non la trovate geniale?