Interessi protetti - Professionista -  Paolo Cendon - 09/04/2020

Scrive una mia amica che esercita la professione di notaio a Roma

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ti segnalo una questione di rilevante importanza.

E’ stato approvato un emendamento al DL Cura Italia, di cui oggi è prevista la conversione in Legge con voto di fiducia.

Secondo questo testo, primo comma, nel limitare l’attività notarile fino al 31 ottobre 2020 agli atti indifferibili o urgenti (“oggettivamente” tali, il che implicherà un sacco di problemi: per chi? Chi lo stabilisce? Ecc. ecc.) si afferma che tali atti potranno essere ricevuti esclusivamente nello studio del notaio, tranne, “se del caso”, i testamenti pubblici ed i verbali di assemblea di società o enti.

Ergo: tutte le persone con fragilità che non si possono muovere da casa, o dal luogo in cui sono ricoverate: disabili, malati, anziani, restano del tutto prive di tutela. Per loro gli unici atti consentiti saranno il testamento e la partecipazione alle assemblee.

Non sono contemplati per loro nemmeno gli atti urgenti indifferibili e non mi riferisco solo alle DAT,  ma anche alle compravendite, ai mutui, alle surroghe, alle procure, alle accettazioni o alle rinunce ad eredità e così via.

Un subdolo modo di limitare la sovranità negoziale.

Spero in un miracolo, ma ormai appare alquanto improbabile che questa formulazione non passi.