Danni - Danni non patrimoniali, disciplina -  Antonello Negro - 07/02/2021

Se il genitore separato non versa l’assegno - Cass. pen. 4677/2021

Con una recente sentenza – la numero 4677 del 2021 – la Corte di Cassazione, sezione sesta penale, si è occupata del reato di cui all’art. 3 della legge 54 del 2006 (ovvero della violazione degli obblighi di natura economica da parte di uno dei genitori separati).

In primo luogo, la Corte ha rilevato che il reato sopra indicato non si fonda sulla mancata prestazione di mezzi di sussistenza, ma proprio sulla mancata corresponsione delle somme stabilite in sede civile, il che comporta che non è in alcun modo consentito all’obbligato operare una riduzione di tali somme (anche se tale riduzione non ha prodotto la mancanza di mezzi di sussistenza).

Quanto all’impossibilità di adempiere, la Corte ha ritenuto corretto il giudizio di merito con cui era stato accertato, tenuto conto dei redditi del ricorrente, che lo stesso potesse versare le somme previste, al di là di congiunture sfavorevoli.

Al coniuge affidatario – ha aggiunto la Corte – deve riconoscersi la qualità di persona offesa e di soggetto legittimato a costituirsi parte civile – quale creditore – per ottenere la rifusione dei danni derivanti dalla condotta illecita consistita nell’omessa corresponsione delle somme previste, anche se correlate al mantenimento dei figli minori.

La Corte, quindi, ha confermato il profilo risarcitorio che era stato ravvisato nel danno morale derivante dalla condotta illecita.

A tal proposito, occorre rilevare che sarebbe stato preferibile far riferimento a tutti gli aspetti del danno non patrimoniale che – in ipotesi come quella in esame – ben può essere comprensivo non solo del danno morale quale sofferenza interiore provocata dalla mancata corresponsione delle somme pattuite, ma anche - e soprattutto - del danno esistenziale, ovverosia la modifica, in senso peggiorativo, dell’esistenza del minore il quale, privato dei necessari mezzi economici, vive una vita diversa (in senso negativo) in quanto subisce privazioni che incidono nella sua quotidianità.