Famiglia, relazioni affettive - Ordini di protezione, antiviolenza -  Scozzafava Guendalina - 06/11/2014

SE TI CHIEDO AIUTO, NON RISPONDERE-Guendalina SCOZZAFAVA

- Famiglia

- Violenze domestiche

- Avviare processi di cambiamento

 

SE  TI CHIEDO AIUTO, NON RISPONDERE

Ho visto il volto della sofferenza, era incarnato nei lineamenti affaticati e segnati dalle lacrime di una madre: la madre di un uomo violento, attraversato da picchi di aggressività e sessualmente disturbato.

Ho visto la sofferenza negli occhi di quella donna, nella sua impossibilità di vedere l"evidenza

Ho sentito la sofferenza nella sua voce mentre diceva "si, mi ha picchiata ma non mi ha fatto male"

Ho sentito il bisogno di rispettare il ruolo che si è data all'interno della sua vita

E' la storia di una donna che per settant'anni ha subito le violenze di un marito aggressivo, incapace di vedere oltre il proprio bisogno, evidentemente disturbato, anaffettivo, fragile, molto fragile.

Un uomo che ha sempre picchiato la propria moglie, chiudendola in una prigione grigia, dove i sentimenti non hanno mai trovato il loro giusto spazio, dove il tempo per il vero significato della famiglia era sempre scaduto.

Quanto è stato difficile ammettere che la sua morte è stata una liberazione, quanto è costato riconoscere che le lacrime non scendevano perchè erano finite in altri dolori, quelli personali, quelli dettati dalla consapevolezza di aver consumato la propria vita nella violenza.

Quanto è stato difficile comprendere che oltre quella vita non se n'è mai conosciuta una diversa, che a settant'anni non è facile rientrare nel mondo, quel mondo rimasto sempre fuori dalla porta di casa, sempre esterno, criticato, terribilmente stupido e rumoroso.

Difficile certamente, ma mai quanto il dover comprendere che l'incubo non è ancora finito.

Il ruolo di carnefice è stato incarnato ora dal figlio, affetto da un ritardo mentale di grado lieve, sessualmente deviato con attenzioni preoccupanti nei confronti di bambine ed ancora terribilmente violento.

Un calco paterno, un'unica modalità di relazione possibile con questa donna, quella derivante dal modello educativo ricevuto: svalorizzazione, aggressività e violenza aggravati da difficoltà cognitive e da agiti ossessivo compulsivi con incapacità di gestire l'aggressività.

Esiste un'altra soluzione, diversa da quella del costruire una bella vetrina: una casa perfetta, i soprammobili e le bomboniere spolverate e ordinate sul mobile del salone con il loro centrino ingiallito dal tempo, ma ben inamidato.

La fotografia di un menage famigliare certamente intaccato dal lutto, ma equilibrato, pieno di affetto e di una relazione quasi riscoperta tra madre e figlio.

I buoni rapporti con il vicinato, con i parenti, le cene di Natale, i doveri sociali... tutto perfettamente in ordine nella vetrina

Anche l'amministratore di sostegno del ragazzo – parente stretto – non riesce a scorgere oltre quel vetro, oscurato per limitare gli sguardi indiscreti e curiosi.

Dalla strada tutto sembra perfetto, ma "c'è una crepa in ogni cosa ed è da lì che entra la luce" *

Guendalina Scozzafava

( * Leonard Cohen)