Giustizia civile - Impugnazioni -  Redazione P&D - 20/01/2020

Sentenze delle Corti di Appello: nulle se nel collegio vi è un giudice ausiliario? - Carlo Recchia

Con due ordinanze gemelle, entrambe su  ricorso dell’Avv. Carlo Testa del Foro di Roma, la Suprema Corte di Cassazione ha rimesso al Giudice delle leggi una questione che rischia di minare sul nascere la riforma  della magistratura onoraria.
Ad origine delle decisioni, che alleghiamo,  vi sono due sentenze della Corte di Appello di Roma che rigettavano il gravame e che venivano impugnate dinanzi la Suprema Corte, in via principale,  per nullità della sentenza dovuta a vizio di costituzione del giudice ( art. 158 c.p.c.).
Nello specifico il ricorrente lamentava l’illegittimità costituzionale degli art. da 62 a 72 della legge n. 98/2013, con la quale si convertiva il D.L. 21.06.2013 n. 69 in relazione agli articoli 3 e 106 della Costituzione, perché l’intervento del legislatore di cui sopra, a mezzo del quale veniva prevista la figura del “ giudice ausiliario di appello” non rispondeva ad esigenze emergenziali di carattere temporaneo ( tali quindi da giustificare un decreto legge) introducendo oltretutto una misura strutturale istitutiva di una magistratura parallela a quella professionale, in violazione per l’appunto dell’art. 106 comma 2 della Costituzione, e conseguente violazione del principio del giudice naturale di cui all’art.  25 nonché violazione del principio di terzietà ed indipendenza del giudice ( art. 111 c.p.c.).
La Suprema Corte ha ritenuto la questione rilevante e non manifestamente infondata   in relazione al parametro dell’art. 106 comma 2 Cost., perché la normativa introdotta non sarebbe conforme ai limiti applicativi pur specificati negli anni dalla Corte Costituzionale in tema di magistratura onoraria, in quanto le disposizioni, prive di concreti motivi di necessità ed urgenza, conferiscono illegittimamente lo status di componente dei collegi a dei giudici ausiliari.
In caso di accoglimento della questione sollevata è intuitivo l’effetto devastante sui procedimenti svolti e poi decisi con l’ausilio dei giudici onorari in Corte di Appello, e a prescindere dall’esito del giudizio dinanzi alla Corte Costituzionale, il Giudice di legittimità con queste articolate ordinanze ha evidentemente voluto tentare di porre un freno a misure legislative sempre emergenziali in un settore, quale quello della giustizia, che abbisogna da molti decenni di stabili interventi piuttosto e soprattutto di fondi economici adeguati.