Ambiente, Beni culturali - Animali -  Annalisa Gasparre - 08/03/2019

Separazione e animali, ancora lacune, ancora imprecisioni – Trib. Sciacca 19 febbraio 2019

È passata come “clamorosa” la decisione del Tribunale di Sciacca che ha disposto sulla sistemazione dei animali di casa post separazione.
Vediamo cosa c’è di innovativo, se c’è qualcosa.
Intanto le premesse. Una coppia ha adito il tribunale per separarsi e non si è raggiunto un accordo sulla sistemazione degli animali di casa: un gatto e un cane.
In mancanza di accordo il Giudice sembra optare per l’applicazione anche agli animali della disciplina prevista per l’affido dei figli. Questo è quanto deducono alcuni commentatori sebbene il provvedimento del giudice non faccia alcun riferimento alla disciplina prevista per i figli. Pure errata è l’etichetta “affido condiviso” (applicabile per i soli figli minori) desunta dal fatto che il Giudice ha stabilito che il gatto starà esclusivamente con il marito (perché la moglie è allergica) e il cane, invece, alternerà una settimana a casa del marito e una a casa della moglie. Spese ripartite tra i coniugi. Non c’è bisogno di spiegare che il concetto di “affido condiviso” – che comunque non può applicarsi agli animali – non ha nulla a che vedere con la collocazione (né con un diritto di visita).
Altrettanto falso è che si tratti del primo provvedimento in cui il giudice dispone sull’affidamento degli animali domestici né che non sia mai avvenuto in questi termini. Rinviando ad altri contributi su questa rivista e al volume indicato in coda, il Tribunale di Foggia nel 2008 ha disposto l’affidamento del cane al marito indipendentemente dall’intestazione formale del cane (conf. Tribunale di Pescara, 9 maggio 2002). Il Tribunale di Cremona (11 giugno 2008) ha ritenuto di dover applicare le regole sull’affido condiviso.
Il Tribunale di Milano (2 marzo 2011) ha invece affermato che le richieste di assegnazione sono inammissibili perché l’ordinamento non prevede nulla al riguardo (conf. Tribunale Milano 17 luglio 2013). Naturalmente sono fatti salvi gli accordi presi tra i coniugi, come ha affermato lo stesso Tribunale di Milano e, più di recente, il Tribunale di Como (3 febbraio 2016), il quale, però, pur omologando gli accordi di separazione, non ha perso l’occasione per criticare l’utilizzo di terminologia analoga a quella adottata in tema di affidamento e collocazione dei figli minori mentre attribuisce meritevolezza alla relazione con animale, al di là della sfera patrimoniale.
L’unico inciso meritevole di attenzione del provvedimento in commento – sebbene, anche questo, non innovativo quantomeno alla luce dello sviluppo giurisprudenziale generale – è quello dove si precisa che “il sentimento per gli animali costituisce un valore meritevole di tutela, anche in relazione al benessere dell’animale stesso”.
Di certo mi pare assai criticabile lo spostamento del cane, da una settimana all’altra. Forse si è prestata poca attenzione alle vere esigenze dell’animale.
Permangono, inoltre, significativi profili problematici: anche a supporre che una futuribile legge preveda la possibilità di un affido condiviso, chi deciderà nel caso in cui occorra prendere decisioni che riguardano la salute dell’animale? La volontà di quale degli ex coniugi prevale? E riguardo ai danni che l’animale potrebbe provocare a terzi? Entrambi i coniugi dovranno stipulare un’assicurazione? E se gli obblighi di ripartizione delle spese non sono rispettati? Come verificare l’interesse dell’animale? E, a monte: qual è il giudice competente? Per capire la problematicità di quest’ultimo interrogativo deve spingersi a pensare a come possa essere regolata la gestione degli animali “non matrimoniali” o, meglio, appartenenti ad una famiglia non unita in matrimonio.
Per il resto, ancora lacune, di certo non colmabili da una proposta di legge … proposta in passate legislature.
Sul tema, oltre a contributi su questa Rivista (in particolare Chi deve occuparsi della sorte degli animali in caso di separazione? – Trib. Como 3.2.2016 e Convivenza terminata e contestazione sul cane), si consiglia la lettura di Gasparre, Degli animali & della famiglia (ovvero) gli animali nel libro I del codice civile, Key editore (disponibile anche su IBS, Amazon, e altri e nelle librerie giuridiche).


Tribunale ordinario di Sciacca, sez. Unica, decreto 19 febbraio 2019 Giudice Tricoli
Il Presidente
letti ed esaminati gli atti;
sciogliendo la riserva di cui al verbale del (omissis...);
valutato l'esito negativo del tentativo di conciliazione dal quale emerge che la frattura del legame coniugale tra le parti risulta insanabile;
considerato che l'assegno di mantenimento non è dovuto al solo fine di mantenere un tenore di vita analogo a quello goduto in costanza di matrimonio (Cass. n. 11504 del 10/05/2017);
ritenuto, quindi, che in relazione alla durata del matrimonio, all'età delle parti, alla loro capacità lavorativa ed ai loro redditi, appare congruo porre a carico del resistente un assegno mensile di mantenimento da corrispondere a]la ricorrente in Euro (omissis...) rivalutare annualmente ed assegnare a quest'ultima l'abitazione familiare sita in (omissis...);
rilevato che in mancanza di accordi condivisi e sul presupposto che il sentimento per gli animali costituisce un valore meritevole di tutela, anche in relazione al benessere dell'animale stesso, assegna il gatto (omissis...) (omissis...) al resistente che dalla sommaria istruttoria appare assicurare il miglior sviluppo possibile dell'identità dell'animale ed il cane (omissis...), indipendentemente dall'eventuale intestazione risultante nel microchip, ad entrambe le parti, a settimane alterne, con spese veterinarie e straordinarie al 50%.
P.Q.M.
1) autorizza i coniugi a vivere separatamente;
2) assegna la casa coniugale alla ricorrente;
3) fa obbligo al resistente di versare alla ricorrente entro i primi 5 giorni di ogni mese, quale assegno di mantenimento, la somma complessiva di (omissis...) rivalutare annualmente;
4) assegna il gatto (omissis...) al resistente ed il cane (omissis...) ad entrambe le parti a settimane alterne.
Nomina giudice istruttore la dr.ssa (omissis...) e fissa per la comparizione delle parti l'udienza del (omissis...)
Assegna al ricorrente il termine di giorni trenta per il deposito in cancelleria di memoria integrativa.
Assegna al resistente termine sino a venti giorni prima dell'udienza come sopra fissata per costituirsi in giudizio ai sensi degli artt. 166 e 167 1 e 2 co. c.p.c., nonchè per proporre le eccezioni processuali e di merito non rilevabili d'ufficio, con avvertimento alla stessa convenuta che la costituzione oltre il termine assegnato comporterà le decadenze previste nel citato art. 167 e la improponibilità delle predette eccezioni.
Manda alla cancelleria per gli adempimenti di competenza.