Biodiritto, bioetica - Fine vita -  Daniele Venturini - 08/03/2020

Servizio sociale e bioetica: cure palliative e amministrazione di sostegno nell’integrazione sociosanitaria

Nelle malattie cronico-degenerative-oncologiche, l’assistente sociale, a livello funzionale, è inserito sia nelle strutture di cura residenziali ed ospedaliere sia nelle realtà di assistenza e cure domiciliari (attraverso Aziende sanitarie e Comuni) che lo coinvolgono sempre più sul piano del dibattito, della riflessione, della deontologia e dell’aspetto operativo.
In tali contesti di cura e assistenza, l’impatto diagnostico, prognostico e della scelta terapeutica, del manifestarsi della sofferenza e del dolore comporta nella persona dei profondi cambiamenti a livello fisico, psicologico, spirituale e sociale dovuti alla manifestazione ed evoluzione della malattia e ai piani trattamentali che influiscono sulle prospettive di vita, le aspettative in divenire, le speranze e i progetti per il futuro della persona nelle sue condizioni di fragilità e vulnerabilità.
cronica, degenerativa, oncologica ponendo attenzione a tutti quegli indicatori di mantenimento o ripristino della qualità di vita riferiti sia all’aspetto personale che alla rete famigliare e di sostegno.
Il Servizio sociale mira ad un approccio di costruzionismo umanista ossia un approccio che aiuti le persone a cogliere le opportunità, ad aprire possibilità, a beneficiare di un ambiente ricco, a perseguire desideri e non solo bisogni, a superare impossibilità obsolete, a fronteggiare ed usare con piacere il cambiamento ad avere molte possibilità, poter scegliere, sentire responsabilità e protagonismo sulla propria vita anche in quella che ancora rimane.
I bisogni, nella loro complessità richiedono sempre più progetti personalizzati di vita, continuità assistenziale, valutazioni multi professionali del bisogno, condivisione degli obiettivi, progettazione integrata delle risposte, valutazione partecipata degli esiti e trova nell’integrazione tra comparto sociale e sanitario il fondamento per affrontare l’ampliamento dell’area di utenza connotata da cronicità e da complessità.
Il lavoro concreto dell’assistente sociale nell’area dell’amministrazione di sostegno anche nelle cure palliative (anche con supporto degli uffici amministrativi del proprio Ente) si può esprime quindi attraverso queste azioni.
- valutazione del bisogno di aiuto e protezione giuridica della persona fragile (analisi della situazione specifica; raccolta dati e informazioni attraverso figure sanitarie, assistenti domiciliari, parenti);
- affiancamento, accompagnamento e supporto verso tutti gli attori coinvolti (beneficiario e sua rete di aiuto, famigliari);
- mediazione all’interno delle complesse dinamiche famigliari;
- identificazione della persona che possa assumere l’incarico di amministratore di sostegno e che si armonizzi con il profilo personale del beneficiario;
- raccolta della documentazione utile e necessaria ai fini della formulazione del ricorso di nomina di amministratore di sostegno da presentarsi al giudice tutelare;
- formulazione del ricorso e condivisione con il beneficiario e famigliari compatibilmente con le limitazioni anche personali che hanno motivato il ricorso;
- deposito del ricorso e notifiche da farsi al beneficiario, conviventi e parenti;
- eventuale organizzazione del trasporto del beneficiario all’udienza;
- partecipazione all’udienza da parte dell’assistente sociale qualora necessario;
- proseguo del supporto al beneficiario anche dopo la nomina dell’amministrazione di sostegno e rinforzo al progetto assistenziale;
- erogazione di servizi, fruibilità delle risorse, collaborazione con l’amministratore di sostegno nella implementazione del progetto assistenziale.

(2019) Servizio sociale e bioetica: cure palliative e amministrazione di sostegno nell’ integrazione sociosanitaria

Articolo già pubblicato in in BioLaw Journal- Rivista di Biodiritto, No. 3