Lavoro - Licenziamento -  Redazione P&D - 09/09/2018

Settembre, mese di ripartenze e di novità - A. D. M.

Oggi sottopongo alla Vostra attenzione, con l’auspicio che torni utile, un’attualissima pronuncia della Corte di Cassazione civile, Sez. lavoro, sentenza n. 21621/2018 del 04/09/2018, che risponde all’interrogativo: un’agenzia investigativa può controllare, su incarico del datore di lavoro, l’operato dei dipendenti? E in caso di inadempimento riscontrato dall’investigatore privato, il licenziamento è legittimo?
Ecco i fatti di causa.
Il Tribunale di Santa Maria Capua a Vetere prima e la Corte di Appello di Napoli dopo confermano la legittimità del licenziamento per giusta causa irrogato dalla società R.F.I., Rete Ferroviaria Trasporti Spa, al dipendente Signor D. , addetto al sistema di rilevazione delle presenze in servizio, sorpreso dall’agenzia investigativa incaricata a fare fittiziamente figurare la propria presenza sul posto di lavoro per ben due mesi.
Il lavoratore Signor D. ricorre alla Corte di Cassazione denunciando la netta violazione degli art. 2 e 3 dello Statuto dei Lavoratori, due articoli posti a tutela della libertà e dignità del lavoratore, che delimitano la sfera di intervento di incaricati (come le guardie giurate), preposti dal datore di lavoro per tutelare il patrimonio aziendale.
Come si pronuncia la Corte di Cassazione?
Le disposizioni della Legge 300/1970, secondo il Giudice di Legittimità, non precludono al datore di lavoro di ricorrere a soggetti differenti dalle guardie giurate, come le agenzie investigative private, per proteggere il patrimonio aziendale né di verificare che le prestazioni lavorative siano correttamente adempiute.
Le norme citate non escludono, si legge nella sentenza che oggi analizzo “ che il controllo delle guardie particolari giurate, o di un'agenzia investigativa, non possa riguardare, in nessun caso, né l'adempimento, né l'inadempimento dell'obbligazione contrattuale del lavoratore di prestare la propria opera, l'inadempimento essendo anch'esso riconducibile, come l'adempimento, all'attività lavorativa”.
Ma la vigilanza dell'attività lavorativa vera e propria è riservata, dall'art. 3 della Legge 300/1970, direttamente al datore di lavoro e ai suoi collaboratori mentre il controllo di investigatori privati o di guardie giurate per essere considerato pienamente legittimo deve quindi limitarsi solo agli atti illeciti del lavoratore non riconducibili al mero inadempimento dell'obbligazione (nello stesso senso, fra le molte conformi, Cass. n. 9167/2003; Cass. n. 15094/2018).
“Vittoria” quindi per il furbo Signor D., e figuraccia per la Rete Ferroviaria Trasporti Spa che avrebbe ben potuto affidare l’operato di verifica del dipendente fantasma ad incaricati del personale interno; il ricorso della società ad un moderno ispettore Clouseau si è rilevato fallace.