Internet, nuove tecnologie - Internet, nuove tecnologie -  Marco Faccioli - 01/12/2017

Social già al primo mese

Una volta si diceva, a proposito dei nascituri di personaggi importanti (primi tra tutti i regnanti inglesi, da sempre al centro di ogni possibile ed immaginabile gossip), che erano “famosi ancor prima di nascere”. Oggi, nell'epoca di internet, le cose non sono cambiate di molto, anzi, laddove possibile, si sono addirittura raffinate, per cui ora, per maggior esattezza, dovremmo dire “social ancor prima di nascere”, vediamo come. Ha fatto scalpore, con indubbia soddisfazione del diretto interessato, che ha fatto di tutto perchè scalpore vi fosse, la pubblicazione da parte del rapper Fedez (al secolo Federico Leonardo Lucia da Buccinasco) sul social network Instagram (una piattaforma che, tra i giovanissimi, sta scalzando Facebook come popolarità ed utilizzo) della prima radiografia di suo figlio nascituro. Non appena la foto è stata postata è partito, come auspicato dal padre, un diluvio di cuoricini, di MI PIACE, e di commenti di varia natura da parte dei suoi fan. Naturalmente, tra le miriadi di felicitazioni, ci dovevano immancabilmente essere anche coloro che mettevano in dubbio l'opportunità e l'etica di un simile post ...ma si sa, nell'epoca del commento “urbi et orbi” reso possibile dai social, c'è sempre chi deve dire la sua. E così, con l'immagine raffigurante il sempre poco intellegibile interno di un grembo materno, è stato sancito, o meglio ribadito (Fedez non è stato certo il primo a farlo, e non sarà naturalmente l'ultimo) la nascita di un dogma: “la vita digitale inizia prima di quella reale”. In altri termini: si è social ancor prima di entrare a far parte della società. E' bene che si cominci a ragionare in questi termini, perchè, come detto da qualcuno: “la nostra ombra digitale inizia ad allungarsi sulla terra prima ancora che ci sia dato di venire alla luce”. Tutto questo porta con se tutta una serie di domande che oggi paiono ridicole, ma tra qualche anno chissà mai che risposta avranno? Per cui: la tutela dell’immagine di minori va estesa anche alla loro fase embrionale? La data di nascita che segna l’identità anagrafica di un cittadino va spostata alla sua venuta al mondo, o alla sua prima condivisione sui social network? Il diritto alla privacy di un essere umano può estendersi fino alla prima individuazione di una forma di vita da parte degli ultrasuoni dell'ecografia? E ancora… sarà possibile contrattualizzare un feto per fargli fare da testimonial, necessariamente nudo, per prodotti di varia natura? (non ridete, qualcuno ci sta già pensando, e vedremo come andrà a finire). Tutto questo mentre i giudici del Tribunale di Mantova, decisamente non al passo coi tempi, pochi giorni fa hanno arcaicamente statuito che: “L'inserimento di foto di minori sui social network costituisce un comportamento potenzialmente pregiudizievole per essi in quanto ciò determina la diffusione delle immagini fra un numero indeterminato di persone, le quali possono essere malintenzionate e avvicinarsi ai bambini dopo averli visti più volte in foto on-line, non potendo inoltre andare sottaciuto l'ulteriore pericolo costituito dalla condotta di soggetti che taggano le foto on-line dei minori e, con procedimenti di fotomontaggio, ne traggono materiale pedopornografico da far circolare fra gli interessati, come ripetutamente evidenziato dagli organi di polizia”.