Pubblica amministrazione - Pubblica amministrazione -  Alceste Santuari - 05/02/2018

Società a controllo pubblico: i presupposti per la loro identificazione – Corte Conti Liguria 3/18

La Corte dei Conti, sez. reg. di controllo per la Regione Liguria, con parere 24 gennaio 2018, n. 3 si è pronunciata in ordine ai requisiti necessari per individuare le società a controllo pubblico.

La sezione si è espressa a seguito dell’istanza del presidente di una provincia a riguardo di una società consortile per azioni, pluripartecipata da diversi enti pubblici, per la quale si richiedeva di valutare se trattasi di società a partecipazione pubblica ovvero a controllo pubblico. Nello specifico, l’ente locale istante chiedeva di conoscere se, una società, sebbene partecipata quasi totalmente da amministrazioni pubbliche, in nessun ente socio ha i poteri di controllo ai sensi dell'articolo 2359 del codice civile, e non vi sono patti parasociali o norme statutarie che permettano il consenso unanime da parte dei soci pubblici, la medesima società può essere considerata solo a “partecipazione pubblica”, e quindi non assoggettata alle disposizioni destinate a quelle a “controllo pubblico” (come, ad esempio, quelle previste dall'art. 11 del d.lgs. n. 175/2016, che disciplinano la composizione degli organi amministrativi e di controllo).

I giudici contabili hanno evidenziato quanto segue:

-) le società in controllo pubblico risultano disciplinate dal combinato disposto delle definizioni contenute alle lettere b) ed m) dell’art. 2, d. lgs. n. 175/2016;

-) in particolare, la lett. m) precisa che devono considerarsi “società a controllo pubblico” quelle in cui “una o più amministrazioni pubbliche” esercitano poteri di controllo ai sensi della precedente lettera b);

-) la lett. b), a sua volta, riconduce il “controllo” alla situazione descritta nell'art. 2359 del codice civile, che rileva quando: 1) si dispone della maggioranza dei voti esercitabili nell'assemblea ordinaria; 2) si dispone di voti sufficienti per esercitare un'influenza dominante nell'assemblea ordinaria; 3) una società è sotto influenza dominante di un'altra (o, va aggiunto, di un ente pubblico o altro soggetto giuridico) in virtù di particolari vincoli contrattuali;

-) la medesima lett. b) del comma 1 dell’art. 2 in esame precisa, inoltre, che “il controllo può sussistere anche quando, in applicazione di norme di legge o statutarie o di patti parasociali, per le decisioni finanziarie e gestionali strategiche relative all'attività sociale è richiesto il consenso unanime di tutte le parti che condividono il controllo”;

-) l’art. 2359 cod. civ. considera “società controllate” quelle in cui “un’altra” società dispone dei voti o dei poteri (anche aventi fonte contrattuale) indicati ai numeri 1), 2) e 3) della disposizione;

-) in virtù del combinato disposto delle lettere b) ed m) dell’art. 2 del TUSP, vengono qualificate come “società a controllo pubblico” quelle in cui “una o più” amministrazioni dispongono dei voti o dei poteri indicati nel codice civile (a cui si aggiunge la fattispecie ulteriore e autonoma, indicata al secondo periodo della lett. b) dell’art. 2 del testo unico, del controllo avente fonte in norme di legge, statutarie o di patti parasociali che, per le decisioni sociali strategiche, richiedono il consenso unanime di tutti i soci);

-) l’interpretazione di cui sopra risulta funzionale all’obiettivo perseguito dal legislatore: nel caso delle società pluripartecipate, in cui il controllo pubblico è frazionato, la norma intende evitare che esse si sottraggano “strumentalmente” alla disciplina più rigorosa prevista per questa tipologia di società.

La Sezione richiama, infine, la deliberazione della Sezione delle autonomie n. 2772017/FRG e le recenti linee guida Anac in materia di anticorruzione (deliberazione n. 1134 del 2017): in entrambi i casi, si stabilisce che rientrano fra le società a controllo pubblico anche quelle a controllo congiunto, ossia le società il cui controllo, ai sensi dell’art. 2359 c.c., è esercitato da una pluralità di amministrazioni pubbliche.

In ultima analisi, spetta agli enti locali che prendono parte a società, definire le modalità, le procedure e gli atti finalizzati a garantire un effettivo, reale e pregnante controllo pubblico.