Pubblica amministrazione - Pubblica amministrazione -  Alceste Santuari - 29/03/2018

Società in house e assunzione personale: competente il g.o. – Tar Abruzzo, 101/18

Con sentenza del 15 marzo 2018, n. 101, il Tar Abruzzo, Sez. Pescara, ha ribadito la natura giuridica di diritto privato delle società in house. Conseguentemente, anche le procedure attraverso cui si procede nelle società medesime alla selezione del personale rientrano nella sfera di autonomia privata delle società tanto da essere riconducibili, in caso di contenziosi, alla giurisdizione del giudice ordinario.

I giudici amministrativi hanno confermato, che nell’attuale sistema giuridico italiano, benché le società in house possano essere considerate “sul piano sostanziale mere articolazioni della Pubblica amministrazione, con la conseguente soggezione alla giurisdizione contabile per ipotesi di responsabilità amministrativa”, esse non cessano di essere società di diritto privato sul piano formale (Cons Stato Sez. V, 21/06/2017 n. 3033).

Da ciò consegue che, come nel caso di specie, anche se la società risulta essere interamente partecipata con capitali pubblici, rimane pur sempre una società per azioni. Essa, pertanto, quando attiva le procedure interne per la selezione del personale dipendente agisce in veste di soggetto di diritto privato.

Nel dettaglio, la causa sottoposta al Tar verteva sull’interpretazione dell’art. 18, d.l. 25 giugno 2008 n.112 (convertito, con modificazioni, nella l. 6 agosto 2008 n. 133), il quale detta regole diverse per le procedure di reclutamento del personale da parte, da un lato, delle società in mano pubblica di gestione di servizi pubblici locali (comma 1), e, dall’altro delle altre società a partecipazione pubblica totale o di controllo (comma 2). Al riguardo, i giudici amministrativi hanno statuito che trattasi di “una norma di diritto sostanziale, la quale non incide in alcun modo sui criteri di ripartizione della giurisdizione in materia di assunzione dei dipendenti, che rimane devoluta, in entrambe le fattispecie anzidette, al giudice ordinario, trattandosi ugualmente di società non equiparabili alle pubbliche amministrazioni”.

Proprio l’impossibilità di far coincidere le società in house con le P.A. ha permesso al Tar di escludere che la norma in parola possa essere ricondotta “all’esercizio di un pubblico potere, in quanto l’obbligo di adottare criteri e modalità per il reclutamento del personale e per il conferimento degli incarichi si inserisce pur sempre nell’agire (jure privatorum) della società, senza comportare esercizio di pubbliche potestà.

Conseguentemente, il Tar ha potuto dichiarare il proprio difetto di giurisdizione.

Il Tar Abruzzo ha, dunque, ancora una volta confermato la natura di soggetto privato delle società in house, ancorché le medesime come noto siano interamente partecipate e controllate dagli enti pubblici. Quando questi ultimi decidono di partecipare ovvero di costituire una società in house providing, essi danno vita ad una articolazione giuridico-organizzativa, certamente rientrante nella nozione di delegazione interorganica per quanto attiene alla rilevanza pubblica dei servizi erogati, ma che non per questo perde la sua natura di diritto privato.