Pubblica amministrazione - Pubblica amministrazione -  Alceste Santuari - 27/03/2018

Società in house e responsabilità degli amministratori – Corte conti giurisd. Lombardia 49/18

La Corte dei conti, sez. giurisd. per la Regione Lombardia, con sentenza del 9 marzo 2018, n. 49, si è pronunciata sulla richiesta di risarcimento per danno erariale presentata da un segretario comunale  a carico di un consigliere comunale, alla cui indennità aveva aggiunto un compenso come amministratore di una società consortile a r.l., società poi dichiarata fallita, partecipata in via maggioritaria da soggetti pubblici, in violazione dell’art.1, co.718, l. 27.12.2006 n. 296.

L’istanza di risarcimento ha evidenziato che:

-) il danno è stato arrecato a tutti gli enti pubblici partecipanti al capitale sociale della società in oggetto

-) il danno era imputabile a coloro che avevano proposto la nomina del consigliere comunale alla carica di amministratore delegato della società, nonostante avversa opinione di taluni soci e parere del segretario generale di un comune sulla non cumulabilità del compenso da a.d. della società con gettoni di presenza quale consigliere comunale;

-) l’esborso, foriero di danno erariale, era imputabile al rappresentante del socio di maggioranza, al presidente della società e ai componenti del consiglio di amministrazione della medesima, che avevano contribuito alla formazione della delibera di nomina ad amministratore delegato.

In via preliminare, la Sezione ha ritenuto prodromico valutare se la Corte avesse giurisdizione sul danno arrecato da amministratori di società a partecipazione pubblica, notoriamente sussistente, dopo l’intervento nomofilattico della Cassazione, oggi recepito nell’art.16, comma 3, del Testo Unico sulle società a partecipazione pubblica (d.lgs n.175/2016), solo in caso di danno direttamente arrecato al valore delle quote dei soci pubblici o se il danno sia stato arrecato al patrimonio di società in house.

La società consortile in parola non è né una società in house né è concessionaria di pubblici servizi. Se, al contrario ciò fosse stato il caso, si sarebbe radicata la giurisdizione in capo alla Corte dei conti, in forza ad univoci e risalenti approdi delle sezioni unite della Cassazione.

Da ciò consegue che la giurisdizione generale in materia di società a partecipazione pubblica spetta al giudice ordinario, residuando ex lege in capo alla Corte dei conti la già riconosciuta giurisdizione sulle società in house e, per tutte le società partecipate (anche non in house), quella sui danni direttamente o indirettamente arrecati al valore delle quote dei soggetti pubblici facenti parte della compagine sociale.

In ultima analisi, se non si è in presenza di una società in house e non si riesca a dimostrare, anche e, anche a prescindere da tale qualifica, la prova di un danno diretto o indiretto alle quote partecipative dei soci pubblici, la competenza della magistratura contabile non può essere invocata.