Deboli, svantaggiati - Deboli, svantaggiati -  Alceste Santuari - 20/01/2020

Sono legittime le convenzioni con le APS/ODV: occorre la motivazione – Tar Puglia 2049/19

Il Tar Puglia, Lecce, sez. II, con sentenza 30 dicembre 2019, n. 2049, ha ribadito la piena legittimità degli enti locali e delle ASL di ricorrere alle convenzioni con le ODV / APS ex art. 56 del Codice del terzo settore.

Ancora una volta, i giudici amministrativi hanno segnalato la necessità per la P.A. procedente di evidenziare la motivazione che spinge gli enti pubblici a “servirsi” di questa modalità, compatibile (e quindi non contraria) con il principio di concorrenza di matrice eurounitaria.

Nello specifico, la Sezione ha sottolineato che l’applicazione dell’art. 56 CTS si fonda:

-) sulla previsione dell’art. 45 Cost, che riconosce “la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata”;

-) sulla piena discrezionalità amministrativa degli enti locali, che possono, pertanto, operare in modo “compatibile con le previsioni contenute nel codice dei contratti pubblici, purché diano “adeguata motivazione” alla loro scelta;

-) sulla Delibera dell’ANAC del 20 gennaio 2016, n. 32 (cfr. punto 6), secondo cui “l’erogazione dei servizi alla persona può avvenire mediante diversi strumenti, rimessi alla scelta discrezionale, ma motivata, dell’amministrazione”.

La motivazione dell’ente locale che intenda convenzionarsi con una ODV ovvero una APS per il servizio di trasporto assistito, come nel caso di specie, è chiamato a dare adeguata motivazione alla scelta, la quale è definita:

-) dal richiamo al principio di solidarietà sociale;

  1. b) dalla qualità del servizio, che si sostanzia nella “capillare diffusione, sul territorio, di associazioni di volontariato)
  2. c) dalla riduzione dei costi. Su questo punto specifico, i giudici amministrativi pugliesi – coerentemente con quanto già ribadito dai giudici europei in più occasioni simili – hanno inteso richiamare la natura essenzialmente diversa tra corrispettivo e rimborso delle spese, differenza che qualifica il ricorso all’art. 56 CTS. Nella convenzione, al riguardo, è necessario stabilire ex ante i costi ammissibili a rimborso, che ricomprendono “i costi diretti effettivamente sostenuti, oltre ad eventualmente una quota di costi indiretti collegata allo svolgimento dell’attività.”

Alla luce di quanto sopra brevemente descritto, a giudizio della Sezione, quanto deciso dagli enti locali coinvolti (comuni e ASL) rappresenta “una scelta logica, razionale, coerente, non distonica con il panorama costituzionale e sovranazionale di riferimento, che per tali ragioni sfugge al sindacato giurisdizionale, costituendo esercizio non irragionevole della discrezionalità amministrativa”.

Giova ricordare che il Tar ha ricostruito il complesso assetto giuridico-istituzionale che vede i comuni e le ASL cooperare nell’ambito dei servizi socio-assistenziali, così come definito dalla legge n. 328/2000 e dalla legge regionale della Puglia.

In termini conclusivi, si può dunque affermare che la sentenza de qua confermi un orientamento giurisprudenziale recente che, facendo leva sulle competenze degli enti locali e degli enti del servizio sanitario regionale, valorizza il ruolo delle organizzazioni di volontariato nello svolgimento di servizi sociali di interesse generale. Il loro coinvolgimento nell’erogazione di questa tipologia di servizi non inficia il principio di concorrenza, atteso che trattasi di piani diversi: da ciò consegue che il convenzionamento ex art. 56 si colloca in una dimensione che non attiene al Codice dei contratti pubblici. Il rimborso delle spese, unitamente agli altri principi sopra richiamati e alla necessaria motivazione che deve presidiare la scelta della P.A. procedente, costituiscono invero i presupposti giuridici che legittimano il rapporto di partnership tra enti locali ed enti del terzo settore.